20081222

HUGO VON HOFMANNSTHAL







http://it.wikipedia.org/wiki/Hugo_von_Hofmannsthal

IL FOLLE E LA MORTE

Claudio, osservando il sole che muore, ripensa al passato. Raffinato esteta, egli ha voluto
conquistare la vita attraverso l'arte, ma l'arte gli ha velato e nascosto la vera vita, e tutte le
cose gli sono apparse come semplici immagini della realtà. Invano egli ha tentato di pene
trarne l'intimo significato, finchè, conscio della sua impotenza, deluso, si è assorto con
inerte rinuncia nella contemplazione del suo mondo interiore. Mentra l'assalgono questi
pensieri entra in scena, preceduta da un suono di violino, la Morte. Claudio comprende che
è giunta la sua ora, ma il desiderio di colmare il vuoto degli anni trascorsi affiora prepotente
ed egli invoca di poter restare ancora sulla terra. La Morte risponde, impassibile, che avrebbe
dovuto rispettare, piuttosto, la vita: con un suonolieve, essa evoca l'immagine della madre che
Claudio ha fatto soffrire, della fanciulla che ha abbandonato, dell'amico che non ha difeso.
Claudio ora capisce che la vita è dedizione, continuità, responsabilità morale, ma nessun
rimpianto può più salvarlo: egli cade esamine ai piedi della Morte, sorda ad ogni suo appello
disperato.
Con Carlo D'Angelo, Enrico Maria Salerno, Lia Curci, Renato Cominetti.
Regia di Vittorio sermonti.
Per ascoltare la parte finale della commedia:
http://www.youshare.com/clubdacsolto/204cb7069867aceb.mp3.html

20081128

CARLO EMILIO GADDA








http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Emilio_Gadda

QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DE VIA MERULANA

L'azione si svolge a Roma durante il fascismo. Il commissario di polizia Don Ciccio Ingravallo è incaricato
di svolgere un'inchiesta su un furto di gioielli avvenuto al 219 di via Merulana, una via popolare nel cuore di
un vecchio quartiere di Roma. Nella casa del furto abitano due amici del commissario: i coniugi Balducci,
dai quali è solito andare a pranzo i giorni festivi. Per lo scapolo Don Ciccio, Liliana Balducci è l'incarnazione
della purezza e della dolcezza femminile. Un mattino, Don Ciccio viene informato che Liliana è stata
selvaggiamente assassinata nel suo appartamento al 219: il furto di gioielli e l'assasinio sono opera di una
stessa persona? Gli indizi sono scarsi, le testimonianze contraddittorie. Agli inquirenti si rivelerà tutta una
socità, dall'alto funzionario alle prostitute, dall'aristocrazia al popolino di Roma. Isospetti si puntano di volta
in volta su un vecchio funzionario in pensione, sul giovane e bel nipote di Liliana, un gigolo incaricato di far
visitare Roma alle turiste solitarie. Man mano che l'inchiesta procede, emerge un nuovo volto di Liliana:
non potendo avere il figlio che desiderava, riversava il suo affetto frustrato sul nipote, tipico bellimbusto, e
su orfane che faceva venire dalla campagna, adottandole per un certo tempo per colmarle di favori e farle
poi sposare a suo gradimento. Delusa e truffata ogni volta, attingeva dalla religione la forza di ricominciare
daccapo l'esperienza, col tacito accordo del marito. Le rivelazioni di una prostituta, Ines, mettono sulle
tracce di una sedicente lavandaia dei dintorni di Roma. Al dito d'una sua impiegata, il carabiniere Pestalozzi
scopre uno dei topazi rubati in via Merulana. La pista è buona: e conduce Pestalozzi nella casa di un guarda
barriere della campagna romana dove viene ritrovato il resto dei gioielli nascosto nel vaso da notte della nonna.
Frattanto gli uomini di Don Ciccio hanno arrestato un giovane venditore di porchetta, fratello del presunto
assassino di Libana. Don Ciccio interroga Assunta, una delle ex protette di Liliana, al capezzale del padre
morente. La ragazza nega qualsiasi complicità nel delitto. La verità sembra affiorare ma Don Ciccio esita,
come preso da rimorso e la storia si conclude senza che l'intrigo sia giunto a un vero e proprio epilogo.
Registrazione radiofonica del 1997.
Con Franco Graziosi, Maria Grazia Bon, Antonio Zanoletti, Ilaria Occhini, Corrado Pani, Elena Russo,
Massimo Popolizio, Pierfrancesco Favino,
Regia di Luca Ronconi.
Per ascoltare:
http://podcasthall.forumcommunity.net/

20081027

FRIEDRICH DURRENMATT







http://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_D%C3%BCrrenmatt

LA VISITA DELLA VECCHIA SIGNORA

La più celebre commedia di Durrennmatt, forse la più spietata nel rivelare la crudeltà voluta od inconscia dei simili verso altri simili.. Claire Zachanassian, multimilionaria, torna al paese natale di Gullen e tutto quanto il paese, autorità e popolo è lì pronto alla stazione ad accoglierla. Dietro a lei il seguito, il maggiordomo ,Boby, il settimo marito. Accompagna il gruppo un capotreno eccitato. Il paese è in piena decadenza: a poco a poco tutte le attività sono andate perdendosi o sparendo per fallimento o chiusura mentre invece la ricchezza di Claire è andata costantemente crescendo. Claire offre un miliardo per il risanamento delle finanze ma ad un prezzo: un tempo ha amato ed è stata amata da Alfredo Ill che l'ha però abbandonata, incinta di un bambino che è morto. Lei si prenderà cura del paese se si farà giustizia eliminandolo. Ma chi e come provvederà a compiere questo gesto di vendetta tardiva? Intorno ad Alfredo intanto a poco a poo si crea il vuoto, ma nella sua disperazione l'uomo non rinuncia a mettere gli altri di fronte alle loro responsabilità morali: la sua vita contro la loro ricchezza. E' proprio questo peso che gli altri non vogliono: l'ipocrisia collettiva, alimentata dai sogni di ricchezza, vorrebbe che alfredo provvedesse da solo a togliersi di mezzo. Visto che non è così, durante la grande cerimonia di insediamento della fondazione Zachanassian con stampa e cineoperatori presenti, si compie l'esecuzione. Ill si ferma, si volta, vede come il passaggio si chiude senza misericordia, cade in ginocchio. Il passaggio si trasforma in un groviglio umano, silenzioso, che si stringe, poi tutti si chinano lentamente. Silenzio. Si fa luce e in mezzo c'è un cadavere coperto da una tovaglia. Claire lo fa mettere nella bara e porge al borgomastro un assegno. E poi riparte.
Edizione radiofonica trasmessa da radio due con presentazione che potete ascoltare a questo indirizzo:
http://www.divshare.com/download/5483098-519
La regia è di Daniela Ardini con Gastone Moschin e Marzia Ubaldi tra gli interpreti.
Per ascoltare:
http://podcasthall.forumcommunity.net/

20080930

ITALO SVEVO









http://it.wikipedia.org/wiki/Italo_Svevo


PRODITORIAMENTE.
In questa riduzione radiofonica a cura di Nini Perno e Anna Valeria Benedetti, ci viene raccontata la storia del signor Meier, vecchio commerciante che, avendo perso tutto in un affare sbagliato, si reca dall’amico Reveni per chiedergli aiuto.
Ma questi non ci sente.
La tragica inattesa conclusione del colloquio fa sì che Meier esca dalla sua sconfitta meno sconsolato e disperato poiché l’amico muore: per ogni male ce n’è uno peggiore.
La regia è di Vittorio Ottino, con Alberto Canetta, Pier Paolo Porta, Mario Rovati, Olga Peytrignet.
Una produzione della RSI del 1973.
Per ascoltare:
http://podcasthall.forumcommunity.net/

20080722

EDWARD BOND








http://en.wikipedia.org/wiki/Edward_Bond


SUMMER

In questa commedia, ma sarebbe più giusto chiamarla tragedia, Bond cerca nuovamente di riproporre
i conflitti e l'atmosfera della tragedia greca. Aveva già fatto un tentativo di riscrittura di tragedia parecchi
anni fa con un Re Lear ispirato molto da vicino, forse anche troppo, a quello di Shakespeare.
Stavolta l'azione è ambientata, come può fare immaginare il titolo, in estate; in quella che si chiamava
Yugoslavia, negli anni ' 80, dove due donne, una ricca ed una povera si rincontrano: il passato esce fuori,
i conflitti esplodono, e la psicologia delle due donne viene messa a nudo.
Tra gli interpreti: Paola Mannoni, Leda Negroni, Maddalena Rossi, Claudio Puglisi, Franco Alpestre.
Regia di Walter Pagliaro.
Per ascoltare un estratto del primo atto:
http://www.divshare.com/download/6570402-4a4
Dal secondo atto:
http://www.divshare.com/download/6570458-6aa

20080620

DACIA MARAINI








http://it.wikipedia.org/wiki/Dacia_Maraini

LEZIONI D'AMORE

Scritto nel 1982.
Questa è un'edizione per la radio realizzata dal Centro di produzione della Rai di Torino.
Lezioni d'amore è un radiodramma ove si descrive l'incontro tra un'insegnante (V.Moriconi) ed un allievo (M.Donadoni) durante delle lezioni di recitazione teatrale.
E' un'opportunità per parlare del teatro come intimamente legato al sentimento d'amore e a tutte le contraddizioni di questo sentimento:
la lacerazione per l'artificio del teatro da un lato e la spontaneità dell'amore dall'altro.
La simulazione, la messinscena, portano inesorabilmente alla solitudine che però in "lezioni d'amore" convive anche con l'amore per la consapevolezza da parte
della protagonista di accettare questa
impossibilità di vivere in comune e quindi di coabitare con questa sorta
di emarginazione.
Dante Cappelletti ha intervistato l'autrice e la registrazione potete ascoltarla qui di seguito:
http://www.divshare.com/download/4465827-6de
La regia è di Giorgio Bandini, le musiche originali di Vittorio Gelmetti con Valeria Moriconi e Maurizio Donadoni.
Per ascoltare:
http://klp.splinder.com/post/17101770/AUDIO%3A+Lezioni+d%27amore+(Dacia+

20080617

JOHN CASSAVETES








http://it.wikipedia.org/wiki/John_Cassavetes

COLTELLI.

La sede regionale di Bolzano curò l'edizione radiofonica di questa commedia che Rai Due mise in onda per la prima volta nel maggio 1982 diretta da Marco Bernardi. Sono interpreti principali: Antonio Salines, Maria Teresa Martino, Carola Stagnaro, Gianni Garavotti.
Protagonista dell'opera è Larry, accusato dell'uccisione della moglie. Segue una sorta di flusso dell'inconscio in cui si alternano realtà, memorie, incubi e angosce. E' il fallimento totale di un uomo che ha voluto divertire gli altri e trovare la propria gloria attraverso la finzione del recitare. In linea coerente con le sue opere cinematografiche il realismo di Cassavetes si manifesta con fatti che sono già metafora e che quindi obbligano a riflettere.
Per ascoltare:
http://podcasthall.forumcommunity.net/

20080527

UGO BETTI






http://it.wikipedia.org/wiki/Ugo_Betti

CORRUZIONE A PALAZZO DI GIUSTIZIA
Dramma in tre atti scritto nel 1944 e rappresentato per la prima volta a Roma nel 1949. E' considerato generalmente uno dei più riusciti lavori di Betti ed è certo quello che ebbe i più vasti consensi di critica e pubblico.
Nella stanza di un solenne palazzo di giustizia, il consigliere Erzi sta conducendo una terribile inchiesta.Il cadavere di Ludvi-pol, un losco e potente avventuriero, trovato tra le mura del palazzo stesso; l'incendio di una casa e la conseguente morte di una donna allorchè venne ordinata una perquisizione per il sequestro di documenti compromettenti; e soprattutto il putridume e la corruzione dilaganti che sembrano inquinare la città intera:tutto spinge a cercare la pustola rosea che è all'origine del marcio. Il sospetto si addensa sulla sezione Grandi Cause, un piccolo, solitario e malfermo scoglio, come dice uno dei giudici, sul quale piombano da tutte le parti ondate immense, spaventose; e cioè interessi implacabili, ricchezze sterminate, blocchi ferrei manovrati da uomini tremendi. Di fronte alla pesantissima accusa si ingaggia da parte degli indiziati una lotta subdola, insinuante, sottile. E una atmosfera angosciata e allucinante si crea attorno all'inquisitore. I sospetti vengono prima fatti cadere sul presidente Vanan che, stanco e debole, è sul punto di dichiararsi colpevole; ma il gioco diabolico di audacia e di sottigliezze rivela altri tipi: fra gli altri, Croz, vecchio e malato che aspira a diventare presidente; Cust suo contendente che, servendosi d'una lucidissima arma dialettica e di un ipocrita rigorismo morale, aggroviglia e dipana i sospetti. Sarà lui infatti, a svelare a Elena, la giovane figlia del presidente Vanan, fragilità e vizi del padre. Sconvolta, Elena, che ha sempre creduto nella dittatura paterna, si getta nella tromba dell'ascensore. La lotta alla fine si restringe tra Cust e Croz. Morendo per un male improvviso Croz, che intanto era riuscito ad avere le prove della colpevolezza di Cust, si vendica a suo modo, accusa se stesso e indica in Cust il successore di Vanan, ormai quasi svanito di mente. Cust è solo con la sua vittoria, ma anche con il suo rimorso implacabile.
Registrazione radiofonica del 1992 con la regia di Ottavio Spadaro. Con Salvo Randone, Mario Feliciani, Aldo Silvani, Anna Maria Guarneri, Antonio Battistella, Mirella Gregori.
Anteprima di ascolto:
rtsp://mm3.rai.it/radio/radio3/roma/trasxvoi/txva373.rm
Presentazione ascoltabile a questo indirizzo:
http://www.divshare.com/download/5499544-6a8
Per ascoltare la commedia:
http://podcasthall.forumcommunity.net/


20080503

SAMUEL BECKETT









http://it.wikipedia.org/wiki/Samuel_Beckett

L'ULTIMO NASTRO DI KRAPP

Lasciando da parte la casualità che ha sempre contraddistinto gli inserimenti in questo blog, origino una dovuta eccezione con questa commedia, essendo ospite per il mese di maggio presso Krapp's Last Post (http://klp.splinder.com/ ) nella sezione audio e, giocando con il titolo elaboro i dovuti ossequi.
E' comunque un'ottima occasione per insinuarsi nel teatro di Beckett, autore che ha scritto espressamente anche per la radio come del resto: Durrenmatt, Miller, Frisch, Brecht, Claudel. ecc ecc.
Di conseguenza vi rimando qui: http://www.samuelbeckett.it/radio.htm#radio1
Questa non è una stesura radiofonica, ma un adattamento ben riuscito intrepretato da Alberto Canetta (Krapp) e Pierangelo Tomassetti (voce narrante) con la realizzazione tecnica di Gianfranco Pongelli e regia di Marco Parodi, prodottto dalla rsi nel 1976.
In questo monologo a due voci, ambientato in una stanza definita tana, Krapp, anziano scrittore fallito, molto miope, è consuetudinario nel riascoltare i nastri sonori dove di anno in anno ha inciso con la propria voce il resoconto degli accadimenti trascorsi.
Sta ascoltando il nastro inciso del suo trentanovesimo compleanno e di ciò che è stato riconosce una continuità solo per l'abitudine alle banane e all'alcool. Un momento del passato che sembra lusingarlo è l'incontro amoroso con una donna che è stata l'unica cosa felice della sua vita: esito conclusivo al dramma dell'esistenza e le registrazioni, gli offrono l'opportunità di poter dialogare con il proprio io trascorso.
Da Teatro:
"Il linguaggio non sa più esprimere il dialogo dell'uomo con se stesso, e l'uomo rimane per un tempo indefinito come sospeso fra due stati di coscienza: l'interminabile sforzo di vivere e la vanità della vita"
(F.Guichanard). Trad. di C. Fruttero, in Teatro (Torino 1961).
Per ascoltare:

http://podcasthall.forumcommunity.net/


20080417

GEORGE BERNARD SHAW









http://it.wikipedia.org/wiki/George_Bernard_Shaw

CANDIDA.
Commedia in tre atti.
Candida è moglie di un pastore anglicano, James Morell, d'idee sociali avanzate, oratore così eloquente da affascinare il pubblico, ma ingenuo nel fondo. Ma è proprio per questo fondo di ingenuità che Candida ama il marito: e quando di lei s'innamora un poeta diciottenne, di ricca famiglia, Eugene Marchbanks, il quale osa confessare la sua passione allo stesso Morell, Candida posta fra i due uomini e invitata a scegliere chiede all'uno e all'altro che cosa le offrano.
Morell dichiara che non può offrirle se non la sua protezione, la sua onestà di propositi, il suo lavoro, la sua posizione sociale." Questo è tutto ciò che un uomo può offrire a una donna", dice egli, miglior predicatore che psicologo. Il giovanetto a sua volta le offre la sua debolezza, il bisogno del suo cuore. Candida allora esclama:"Io mi abbandono al più debole dei due". Mail più debole, al suo sicuro intuito, appare il marito. Ella sostituisce presso il marito la madre e le sorelle, ed è per lui a un tempo madre, moglie, sorella, nonchè la madre dei suoi bambini. E sa quanto è buono; quando pensava che ella potesse lasciarlo, il suo solo pensiero è stato per la sorte di lei. Morell allora si accorge di essere veramente il più debole e commosso esclama: "Sì tu sei la somma d'ogni cura affettuosa per me". Eugene riconosce che Candida non è altrettanto per lui. Se ne andrà infelice: ma ha imparato a vivere senza felicità. " La vita è più nobile della felicità". E dice al pastore: "Vi amo, perchè voi avete riempito il cuore della donna che amavo". Accanto a questi tre caratteri due altri sono notevoli: quello volgare del padre di Candida, e quello della dattilografa di Morell, a lui profondamente devota.
Regia di Alessandro Bressoni con: Valeria Valeri, Nando Gazzolo, Roberto Chevalier, Maria Grazia Sughi.
Registrazione del 1994.
Per ascoltare la presentazione:
http://www.divshare.com/download/5962900-14f
Per ascoltare la commedia:
http://podcasthall.forumcommunity.net/

20080416

LUIGI PIRANDELLO









http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Pirandello


CIASCUNO A SUO MODO.
Commedia in tre atti (ma sarebbe più corretto affermare due).Ha inizio all'ingresso del teatro, dove in un giornaletto
distribuito al pubblico è spiegato
come la vicenda della commedia si ispiri al caso dello scultore La Vela, del barone Nuti e dell'attrice Moreno,
concluso con la morte dello scultore.Il barone e l'attrice sono presenti allo spettacolo. Sul palcoscenico appare
un salotto costernato dall'improvviso suicidio del pittore Giorgio Salvi.Doro Palegari difende dalle accuse
generali l'attrice Delia Morello, tanto che alla fine tutti lo credono innamorato di lei: accade invece che, facendo
posto alla riflessione, poco dopo egli si ricreda e cambi opinione. Senonchè colui che lo avversava più risolutamente, convintosi, si ricrede a sua volta, e glielo confessa; irritati allora da questa imprevista volubilità i due discutono
si insultano, finiscono con lo sfidarsi a duello. Quando sopraggiunge la donna a ringraziarlo, Doro Pelegari si rende
conto che quel che aveva detto in difesa di lei era vero, ma l'attrice stessa gli istilla il dubbio che forse non è così:
ed egli rimane nella solita incertezza dei personaggi pirandelliani, senza sapere per chi o perchè si batta.
Nel pubblico i commenti verso l'autore e la commedia si fanno aspri, e corrono le voci più disparate sulla
rappresentazione; questo nell'intermezzo. Il barone, venuto per dire la sua in seguito alle discussioni salottiere,
incontra l'attrice venuta per scongiurare il duello. Accade la rivelazione: ambedue per amore di Giorgio Salvi, si
erano mentiti, sacrificandosi, ma ora non è più possibile. Sotto gli occhi esterrefatti dei duellanti si abbracciano e
vanno via. Appena finito l'atto, il barone e la Moreno, che stavano nel palco, riconosciutisi nella vicenda, si
abbracciano a loro volta e seguono la sorte della finzione, fra il tumulto generale, sicchè lo spettacolo
è interrotto.
Presentazione di Alessandro D'Amico:
http://www.divshare.com/download/5962967-577
Per ascoltare:
http://www.mediafire.com/?jvwzydwzmly

20080229

TOPAZE







Di Marcel Pagnol.
http://it.wikipedia.org/wiki/Marcel_Pagnol
Commedia in quattro atti rappresentata a Parigi nel 1928.
Descrive l'ascesa del modesto insegnante Topaze, professore trentenne di un istituto privato che diviene un efficiente uomo d'affari e finanziere di successo.
Lavora in un collegio privato, incarnando una morale idealista, insegnando con competenza e scrupolosità le sue materie, con la grande speranza di ottenere le "palme accademiche". Come amante non ha successo: è maldestro e si fa disdicevolmente sfruttare dalla donna dei suoi sogni, la figlia del direttore.
Per aver rifiutato di cambiare i voti del figlio di una baronessa, ricusando quelle regole di gioco e corruzione, è licenziato ed allora viene assunto da Regis Castel Benac, consigliere comunale che traffica su tutti gli affari gestiti dal comune e praticamente ne diviene l'uomo di paglia.
L'assessore e la compagna Suzy, hanno bisogno di uomo poco conosciuto che faccia appunto da prestanome. Topaze, non impiega molto a capire il carattere disonesto delle transazioni a cui è associato, ma sotto l'influenza del fascino di Susy, incanto dal quale lui è molto sensibile, cambia punto di vista: accetta l'ambiente e la ricchezza e diviene lui stesso un uomo d'affari avido e rigido riuscendo anche a liquidare il socio Castel Benac.
La commedia in sostanza descrive il fenomeno della corruzione all'interno della società borghese del dopoguerra e attraverso Topaze, assistiamo ad una satira grottesca di quel mondo capitalista. Pagnol quindi ha preferito adottare l'arma dell'ironia per fare breccia sulla sensibilità dello spettatore, evidenziata a completamento, nella scena del quarto atto, finale della commedia, quando riceve la visita del suo ex collega ed amico Muche.
Essendo una commedia molto lunga, non è stata trasmessa integralmente: una voce narrante, che credo sia quella di Beppe Navello, si frappone tra le scene con spiegazioni sintetiche.
Tra gli interpreti ritroviamo la celebre coppia: "Eleuterio e sempre tua", (Stoppa, Morelli) nelle vesti del protagonista Topaze e la bella Suzy che potete ascoltare in questo breve passaggio:
http://clubdascolto.myblog.it/media/01/02/99abb59af490d09e4340ef8777a3f428.mp3
Inoltre Angelo Calabrese, Adriana Parrella, Jone Morino, Mario Feliciani, Ivo Garrani, Giotto Tempestini, Guglielmo Bernabò, Fernando Solieri, Maia Teresa Rovere.
La regia è di Guglielmo Morandi.
Per ascoltare:
http://www.mediafire.com/?5pwjxnmzybs

20080223

LA BOTTEGA DELL'OREFICE







Di Andrzej Jawien.
Meditazioni sul sacramento del matrimonio, che di tanto in tanto si trasformano in dramma: poema drammatico in tre parti.
La bottega dell'orefice, fu scritta anni fa da Karol Wojtyla, sotto lo pseudonimo di Jawien, quando era vescovo ausiliare di Cracovia, ed è da collegare, per il suo contenuto, ad un'altra sua opera che risale a quegli anni: amore e responsabilità, un libro dove lo stesso tema è trattato in sede morale e teologico.
Ci troviamo di fronte a tre storie di amore e di unione matrimoniale: la prima riuscita, la seconda fallita, la terza che resta aperta sul futuro.
Le prime due storie non hanno apparente rapporto tra loro ma saranno poi collegate dalla terza, vissuta dai figli delle prime due coppie. Cosi il trittico è congiunto dal filo sottile del destino e dalla figura ricorrente di un orefice, che non parla mai direttamente ma di cui tutti parlano: l'artigiano che appronta gli anelli di nozze, simbolo della fedeltà coniugale.
Vicende comuni, personaggi di tutti i giorni che tuttavia l'autore rende protagonisti di un dramma complesso e profondo: quello dell'amore.
Come riconoscere il vero amore? Come definirlo? E' predestinazione o lenta conquista? Possiamo riconoscerlo dall'evidenza della passione o dobbiamo cercarlo in una forza spesso nascosta, operante nel profondo che si manifesta solo a chi la ricerchi con umiltà? L'amore, sembra dire l'autore, è sempre dramma, non è mai un facile incontro e può essere addirittura anche uno scontro, paragonabile, come dice per bocca di un personaggio, a quei processi che saldano l'universo, uniscono le cose divise, arricchiscono quelle grette e dilatano quelle anguste. La forma prescelta dall'autore, non è quella del consueto dialogo teatrale: lo svolgimento della trama è affidato ai monologhi interiori dei personaggi, al flusso della loro memoria e ai commenti di un coro giovanile che a tratti interviene. Luoghi e tempi sono perlopiù quelli rievocati; nessuno dei personaggi è mai solo: in realtà tutti vivono in una perenne comunione spirituale dove anche le assenze diventano presenze.
Così, vivendo e rievocando le loro storie, i personaggi della bottega dell'orefice, si interrogano, scavano nelle proprie coscienze e... si confessano a noi.
Ascoltiamoli.
Milena Vukotic,Walter Maestosi, Raoul Grassilli, Luca Dal Fabbro, Anna Bonaiuto, Cinzia Bruno, Monica Gravina, Enrico Frattaroli.
Per ascoltare:
http://www.mediafire.com/?5pwjxnmzybs

20080213

GRAHAM GREENE









http://it.wikipedia.org/wiki/Graham_Greene
IL CAPANNO DEGLI ATTREZZI

Autore letterario britannico che può essere considerato uno degli scrittori a cui il cinema ha più attinto o tratto spunto dai suoi romanzi adattandoli al grande schermo e in alcuni casi, concorrendo attivamente alla stesura delle sceneggiature.
Meno ricca la produzione teatrale. Questo "The potting shed" è un dramma psicologico concentrato su di un segreto tenuto dalla famiglia Callifer per quasi trent'anni al figlio James.
Egli cerca di scoprire questo mistero della sua infanzia e del suo passato anche con l'aiuto di un medico.
Ma sarà lo zio, il sacerdote padre William (A.Foà) a confermare la sua scoperta: un (tentato) suicidio nella capanna degli attrezzi compiuto all'età di quattordici anni.
Lo stesso reverendo si impegnò per salvare la vita del nipote, facendo una misteriosa ed inquietante promessa a Dio.
Qui entra in gioco il miracolo o presunto tale, con tutte le contraddizioni e convinzioni dei personaggi della famiglia Callifer: ancorati alla pura razionalità scientifica e quindi incapaci di voler intendere o accogliere la veridicità di un evento ultraterreno o soprannaturale.
La regia è di Alessandro Fersen, gli interpreti: Lauro Gazzolo, Renato Cominetti, Vanda Capodaglio, Aroldo Tieri, Arnoldo Foà, Antonio Battistella.
Per ascoltare:
http://www.youshare.com/view.php?file=rich..._di_ascolto.zip

20080210

HONORÉ DE BALZAC








http://it.wikipedia.org/wiki/Honor%C3%A9_de_Balzac
EUGENIE GRANDET
Pubblicata alla fine del 1833 narra di papà Grandet, della serva Nanon, della debole moglie e la figlia Eugénie, attorno alla quale ronzano i desideri e le cupidigie delle due grandi famiglie nella cittadina di provincia: i Cruchot e i Des Grassins. La stessa sera del genetliaco della bella Eugenia si presenta alla porta Charles Grandet, suo cugino, educato nel lusso e nell'ozio cittadino, di cui ella si innamora perdutamente; ma sfortuna vuole che Charles, dopo il suicidio del padre, si trovi in eredità tutti i debiti del defunto.
Papà grandet non vuole vederlo diventare suo genero poichè teme soprattutto per il suo oro e denaro, colmo com'è di un'avarizia morbosa. Charles è costretto a rifugiarsi e tentare la fortuna all'estero non senza giuramenti di eterna fedeltà alla cugina.
La vita di Eugenia, sarà tutta condizionata da quell'episodio, con la figura del padre che andrà via via ad accrescere il suo peso.
Al ritorno di Charles, gli accadimenti assumeranno contorni molto lontani dai desideri a cui entrambi i giovani ambivano.
Balzac offre un'immagine estremamente pessimista della società di quel tempo attraverso Eugenia, compressa suo malgrado tra la morsa delle dittature paterne da un lato e tutte le difficoltà di una piccola città di provincia dall'altro, condannata così a vedere i suoi sogni irrealizzati.
Regia di Ernesto Cortese.
Per ascoltare:
http://www.mediafire.com/?5pwjxnmzybs

LEV NIKOLAEVIC TOLSTOJ






http://it.wikipedia.org/wiki/Lev_Tolstoj

LA POTENZA DELLE TENEBRE
Dramma in cinque atti.
La vicenda è imperniata su Nikita, giovane bello e spregiudicato che, dipendente del ricco contadino Petr, ha una relazione con la moglie trentenne di quest'ultimo, Anis'ja. Akim, padre di Nikita, vorrebbe che il figlio interrompesse il rapporto di lavoro con Petr e troncasse la fedigrafa relazione per sposare l'orfana Marina, peraltro già sedotta dal giovane, mentre la madre di Nikita, Matrena, opportunista e avida, convince il figlio a restare dov'è. Nel frattempo Petr muore, avvelenato dalla moglie: si celebrano così le infauste nozze tra l'omicida Anis'ja e Nikita.
Quet'ultimo, sempre più dissoluto, si dà all'alcool e ai bagordi, seducendo perfino la figliastra sedicenne Akulina, da cui ha un figlio; questi viene ucciso appena nato da Matrena e Anis'ja, che coinvolgono nel delitto anche l'ubriaco Nikita. L'alleanza tra Matrena e Anis'ja è ora sempre più diabolica: le due donne, infatti, meditano di togliere di mezzo anche Akulina, costringendola a sposarsi per poi impadronirsi delle ricchezze che la giovane ha ereditato dopo la morte del padre.
Durante la celebrazione delle nozze di Akulina, però, Nikita è colto dal rimorso e confessa tutto, consegnandosi alla polizia: Akim, finalmente, può abbracciare il figlio che con la sua confessione ha meritato la divina pietà.
(testo interamente tratto da "Dizionario del teatro"di Udina-Bevilacqua)
Edizione radiofonica trasmessa nel 1997, con la regia di Pietro Massirano Taricco.
Tra gli interpreti: Ludovica Modugno, Elena Zareschi, Enrico Maria Salerno, Renzo Ricci, Renato Cominetti, Lia Curci, Giotto Tempestini.
Per ascoltare:
http://podcasthall.forumcommunity.net/

FRANCOIS MAURIAC








http://it.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7ois_Mauriac
AMARSI MALE
Dramma in tre atti rappresentato per la prima volta nel 1945.
E' la storia di due sorelle di cui una, la più anziana Elisabetta è prossima al matrimonio con Alain, amico di entrambe. Egli è visto con disappunto dal padre delle due, racchiuso nel proprio egoismo e diventato alcolizzato dopo il tradimento e abbandono della moglie; accudito come una moglie dalla promessa Elisabetta, teme di perdere servigi e privilegi. Nonostante la dissolutezza dovuta al bere è l'unico in famiglia che si accorga esplicitamente del conflitto sentimentale delle due figlie: contesa nata a causa di innocenti baci infantili con i quali il giovane Alain, con somma leggerezza, aveva illuso la ancor più giovane Marianna. Proprio Marianna (inconsciamente o volutamente?), fa credere al padre che è pronta anche a togliersi la vita e questo induce la sorella maggiore a sacrificare i propri sentimenti per salvare la minore.
Nasce così un matrimonio assurdo che porta ad una situazione snaturata nei sentimenti.
Per la regia di Sandro Bolchi, vede come interpreti Valentina Fortunato ed Elena Costa nei panni delle due sorelle, Achille Millo è Alain, il padre Gianni Santuccio.
Per ascoltare:
http://www.mediafire.com/?5pwjxnmzybs


20080202

THOMAS STEARNS ELIOT









http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Stearns_Eliot

ASSASSINIO NELLA CATTEDRALE

L'azione si svolge in Inghilterra a Canterbury nel 1170 quando l'arcivescovo cattolico della cittadina torna dopo 7 anni di esilio.
Torna con l'ntento di ricomporre il dissidio che divide la chiesa dallo stato di Enrico II; il finale è storico e scontato: quattro cavalieri del Re, gli intimano di sottomettersi e al rifiuto di Thomas Becket lo uccidono.
Così la sostanza di questo dramma che Elliot, come sempre nel teatro del grande poeta inglese, non è nei fatti pur precisi e violenti ma nel tormento e nei dubbi della coscienza dell'arcivescovo, nei suoi figurati incontri con i quattro cavalieri tentatori.
Questi gli ripropongono i piaceri i poteri e l'ambizione terrena, tentazioni che Becket supera facilmente, mentre l'ultimo gli crea i dubbi più atroci suggerendogli il desiderio di martirio: così gli consiglia di perseverare nella sua posizione ribelle per guadagnarsi la venerazione delle generazioni future.
II contrasto tra i conflitti terreni e il trascendente su cui Elliot lavora sempre attraverso la forza, la suggestiva violenza dei suoi versi, qui assume una potenza particolare che ha il proprio momento centrale nella predica che apre la seconda parte di questo lavoro. I martiri non sono fatti a caso, assicura Becket, sottolineando
come quel che conta è la scelta di vita che poi attraverso la morte guiderà sino a Dio.

Assassinio nella cattedrale è del 1935, si tratta della prima opera drammatica di Elliot che, anche in armonia con il carattere religioso del dramma, si è servito per i sui versi di una metrica vicina a quella del versetto biblico: si è parlato così di teatro medioevale e di teatro greco per la presenza del coro delle donne che è vero solo per quanto riguarda la misura classica di questo dramma.
Il grande Memo Benassi presta magistralmente la sua voce per intrepretare l'arcivescovo, la regia è di Enzo Ferrieri che risale al 1954. La traduzione è di Alberto Castelli e gli altri interpreti sono: Giulio Bosetti, Nando Gazzolo, Fernando Farese, Romolo Valli
Diego Michelotti, Enrica Corti.
Per ascoltare:
http://www.mediafire.com/?5pwjxnmzybs

20080201

CHE COSA SONO LE NUVOLE







Di Pier Paolo Pasolini.
Questo è il terzo episodio del film "Capriccio all'italiana" scritto e diretto da Pasolini nel 1967.
Naturalmente non è una registrazione audio del film in questione, ma una versione radiofonica curata e diretta da Marco Parodi che non stravolge l'originale immagine del poeta ma bensì ne accresce e sottolinea il gioco teatrale.
La storia narra di una compagnia di attori-marionette che mette in scena una versione farsesca della tragedia
Shakespeariana Otello; il pubblico popolare che presenzia alla rappresentazione non approva la conclusione
della storia che prevede, l'assassinio di Desdemona da parte di Otello.
Gli spettatori, saliti sul palco, uccidono Jago e Otello portando in trionfo Desdemona e Cassio.
Straordinaria l'ultima scena del film, in cui Jago-Totò e Otello-Ninetto Davoli vengono scaraventati
nel camion della spazzatura e quindi nella discarica. Sepolti dai rifiuti, intravedono sopra di loro il cielo
azzurro disseminato di nuvole bianche."Iiiiiih che sò quelle?" chiede Otello. "Sono le nuvole" risponde Jago. "E chè sò e nuvole?" "Quanto sò belle...quanto sò belle e nuvole"replica Otello.
A ravvivare questa edizione radiofonica: Pino Micol, Davide Garbolino, Elena Pau, Antonio Ballerio,
Riccardo Peroni, Massimo Loreto diretti magistralmente da Marco Parodi.
Ho trovato intrigante questa nota di regia che vi ricopio integralmente:

La vicenda avanza atto per atto sin quando il pubblico, ignaro del modello originale inglese, preso da un eccessiva immedesimazione, decide di salire sul palco giustiziando Jago e Otello, e salvando la candida Desdemona. La furia della gente non è però improvvisa, è solo nel finale che esplode, dopo aver introiettato l’inviolabile malvagità di Jago e l’intollerabile ingenuità del moro. Il neonato Otello, in quanto cosciente di sé, apprende una realtà differente da quella che conosce: Jago, la marionetta, gentile con lui come tutte le altre in teatro, si è adesso dimostrato perfido sulla scena, una temibile macchina di trame malefiche con fini ancora più esecrabili. Perché, si chiede il giovane Otello nel retroscena, anche io mi faccio così schifo, perché dobbiamo essere così diversi da come ci crediamo? Non sarà Jago a rispondere, non il personaggio scespiriano né la marionetta che vi sta dietro: è il poeta/ Jago, che sussurra una dolorosa e magica verità: “Eh…figlio mio. Noi siamo in un sogno dentro un sogno”.
Gli atti si susseguono somiglianti più ad uno spettacolo di pupi che ai classici elisabettiani, la trama si consuma fra i ghigni di Jago in confidenza con Roderigo e col pubblico, che lo sopporta sempre meno, annunciando ogni mossa: al momento propizio avvicinerà Otello. Ed è qui che rimane intatto il fulcro dell’opera di Shakespeare: il conflitto tra la razionalità filosofica di Jago, fatta di subordinate e conclusioni che si accodano a supposizioni in definitiva oneste e logiche, ma che partono da basi del tutto inventate e ipocrite, e l’istintività di Otello, il suo agire senza riflessione e l’incapacità di opporsi alle tremende teorie che Jago suggerisce: egli infatti bada bene a non farsi testimone del tradimento di Desdemona, ma si limita a suggerire e mettere insieme fatti che, nella mente di Otello, si palesano per certezza.

Ma la tragedia scespiriana non si sviluppa sino al termine, e non perché interpretata da clown, ma è il pubblico stesso che la censura. Incolto ma coinvolto più degli attori: forse solo Otello è sconvolto dal proprio ruolo, così come lo è il pubblico che non distingue fra realtà e finzione. Jago è vecchio e saggio e conosce il divario, ma è inerme di fronte ad un’imposizione che ha del divino.
Quando il vortice della fine travolge il microcosmo delle marionette, decapitando i ruoli di Jago e Otello, un Caronte melodioso trasporta le salme in una discarica abusiva en plain air. Qui è una seconda rinascita per Jago e un nuovo capitolo per Otello: il contatto con un mondo esterno misero e sporco che, secondo come lo si osserva, sprigiona un fascino ed una bellezza sconfinati. Otello non trattiene la gioia, scoppia a ridere e chiede: “Che so’ quelle?”; Jago, che ha una conoscenza superficiale delle cose, risponde “Quelle…sono le nuvole”. Otello non nasconde la sua curiosità e insiste “E che so’ ste nuvole?”. Anche Jago, a faccia su, sopra un tappeto di immondizia, è incantato: “Mah…”. L’universo in cui “dovemo esse così diversi da come se credemo è lontano, il palco in cui recitare parti già scritte – il ripetersi nella Storia – è scomparso, resta una sensibilità verso confini più fuggevoli e incomprensibili che non il quotidiano agire umano.
Per ascoltare:
http://www.mediafire.com/?5pwjxnmzybs

20080131

EUGENE O' NEILL







http://it.wikipedia.org/wiki/Eugene_Gladstone_O'Neill

PRIMA DI COLAZIONE
Breve atto unico con due protagonisti, Mrs Rowland e marito. Coppia di sposi infelice che vive nel quartiere di Greenwich in New York City a Christopher Street.
La scena è ambientata in una piccola stanza che fa da cucina e sala da pranzo. La signora Rowland è l'unico personaggio che recita poichè del marito Alfred si intravede solamente una mano, che sta probabilmente a simboleggiare la totale assenza dell'uomo o un'unione inesistente.
La trama di O'Neill permette di convogliare tutto l'interesse sulla donna che diventa il nucleo e fondamento di tutta la storia.
Qui indelebilmente distinto da Valeria Moriconi.
Per ascoltare:
http://www.mediafire.com/?5pwjxnmzybs


IL BALLO DEI LADRI







Di Jean Anouilh
http://it.wikipedia.org/wiki/Jean_Anouilh

Commedia in quattro quadri.
E' una commedia brillante basata sugli equivoci. Una banda di ladri, che "lavora” in una famosa città termale, riesce a intrufolarsi fra i ricchi frequentatori di uno dei più lussuosi alberghi. Per sfuggire all'identificazione da parte dei poliziotti, usano una girandola di travestimenti e un sacco di identità che cambiano continuamente. Ma il turbinìo di situazioni che riescono a creare non impedisce che tra uno dei giovani della banda e la figlia di uno dei ricconi nasca l'amore.
Questa riproposizione radiofonica con la traduzione di Luciano Salce per la regia di Romano Calò, è del 1949 (avete letto bene).
Nato a Roma nel 1883 Romano Calò fu grande interprete del teatro radiofonico che iniziò a frequentare nel 1940. Ebbe la sua prima scrittura di rilievo nel 1906, al Teatro Argentina di Roma, con la compagnia di Ferruccio Garavaglia (La nave di D'Annunzio). Lavorò quindi in varie compagnie, fra cui quelle di R. Ruggeri, L. Carini, E. Novelli, I. Gramatica, M. Abba. Partecipò alle prime italiane di importanti opere di Cechov, Pirandello, D'Annunzio autori che frequentò e adattò anche per la radio.
Tra gli interpreti: Romolo Costa, Raniero Gonnella, Gina Pasquini, Antonella Petrucci.
Per ascoltare la commedia:
http://www.mediafire.com/?5pwjxnmzybs

20080102

EDUARDO DE FILIPPO








http://it.wikipedia.org/wiki/Eduardo_De_Filippo
OGNI ANNO PUNTO E DA CAPO.
Conosciuta come "cicalata" del tempo e del luogo in due tempi, tratta da pagine andate perse delle Cantate dei giorni pari di Eduardo, ricostruite a memoria da lui stesso e messe insieme per uno spettacolo rievocativo degli anni trenta.
Il primo tempo, (è venuto o trentuno) narra del festeggiamento in casa Sardella la notte di San Silvestro 1930-1931.
Il secondo tempo è composto di cinque episodi. Qui ve ne propongo quattro, tutti per la regia di Adalberto Andreani dove in alcuni è anche attore.
Altri interpreti sono: B.Cariello, A. Ackermann,C. D'Elia, M. Maciariello.


IL CERIMONIERE
I personaggi sono: il marchese Eleuterio Benincasa, il "cerimoniere"; Antonio; Peter; Margaret; Maria; ragazza diciottenne; ragazzo quattordicienne.
Vado a riportare qui di seguito la descrizione della scena con il testo di Eduardo.
La veranda di un ristorante di buona categoria, in riva al mare. La porta d'ingresso, a due antine, si trova al centro della vetrata di fondo. Solo due tavoli, preferibilmente tondi, saranno veri e perciò utili all'uso di scena; quello di destra è stato apparecchiato per tre, con fiori al centro e con il cartellino "riservato" bene in vista; quello di sinistra lo hanno lasciato con la sola tovaglia bianca, in attesa. Gli altri tavoli, con i clienti seduti intorno, le vivande fumanti, i camerieri affacendati che servono, saranno dipinti sulle sei quinte laterali. L'ostricaro con il banco di vendita, la riva con le solite barche tirate a secco, il Vesuvio illuminato dal generoso sole napoletano, eccetera...insomma, tutto ciò che si vede attraverso la vetrata, sarà dipinto (a sagome, a rivette e suu fondale) dal pittore bozzettista che commenta il testo. In sottofondo, dalle altre sale interne, arriva la voce del cantante accompagnato dal concertino.
Vediamo entrare il marchese Eleuterio Benincasa, il cerimoniere, seguito da due stranieri: due giovani sposi americani in viaggio di piacere nella città del sole. Il giovane proprietario del locale si è fermato sulla soglia dell'ingresso per riceverli come di dovere. Il proprietario lo chiameremo Antonio ........
per ascoltare:

http://www.mediafire.com/?5pwjxnmzybs





LA SCOMMESSA
personaggi: cavalier Attilio Vinaccio, Luigi Mirabella.
Sempre dal testo di Eduardo:
l'ufficio del cavaliere Vinaccio, direttore della Sant'Ambrogio Assicurazioni, sede centrale. Tavolo, poltrona, telefono, la pressa copialettere, ecc.
Siamo agli inizi degli anni trenta: ingrandimenti di Vittorio Emanuele III e di Mussolini alla parete.
Il cavalier Vinaccio ascolta - approvando a monosillabi - quel che dall'altro capo del telefono qualcuno gli sta dicendo.
Intanto si batte timidamente alla porta.....

per ascoltare:

http://www.mediafire.com/?5pwjxnmzybs




UNA BUONA RICETTA
personaggi: Carolina, Renato, Silvia.
(testo della commedia)
E' piacevole, ordinato e lindo questo soggiorno pranzo della signora Carolina. Mobili, quadri, stampe, tapezzerie, tutto l'insieme, infine, ci riporta sì, è vero, a una ventina d'anni indietro rispetto agli anni trenta, ma ci dice pure con quale amore fu scelto a suo tempo l'arredamento, pezzo per pezzo e con quanta fede fu poi disposto in quella stanza.
Malgrado i suoi cinquant'anni la signora Carolina ha il viso ancora fresco e lo sguardo giovanile, pieno di sereno ottimismo; i lunghissimi dieci anni di separazione dal marito, legalmente riconosciuta, non l'hanno offesa e tantomeno incattivita, al contrario: più tempo passa, più la speranza di rimettere in piedi il suo matrimonio la conforta e la rende dolce di carattere. L'ambiente è stato curato in modo particolare per festeggiare la sera di capodanno. Fiori scelti dovunque; ce n'è pure sul piccolo tavolo di servizio vicino alla tavola da pranzo.
Silvia va a poggiare il centro fiorito tra i due coperti......
per ascoltare:

http://www.mediafire.com/?5pwjxnmzybs






IL PEZZENTE
La prima parte di questo episodio si svolge fuori sipario. I personaggi sono Arturo, Ermete, Gilda.
La descrizione della scena si svolge dopo il complotto prelimanare tra Arturo ed Ermete ai danni di Gilda, perciò evito di trascriverlo. (la scena è ambientata in una tranquilla località di Posillipo alta)....
per ascoltare:

http://www.mediafire.com/?5pwjxnmzybs

LE BUGIE CON LE GAMBE LUNGHE
Diretta da Giancarlo Sepe con la partecipazione della compagnia di Aroldo Tieri e Giuliana Lojodice.
Protagonista della commedia scritta nel 1947 è Libero, un uomo modesto e di estrema onestà che, proprio per questo, vive con la sorella sarta in una condizione di quasi indigenza.
Ama Graziella, una ex prostituta, ma rinuncia a sposarla per dare prima a sua sorella la possibilità di trovarsi una sistemazione. Il promesso sposo della sorella è infatti un benpensante che non accetterebbe per cognata una donna dal passato meno che limpido.
Accanto a Libero abitano Olga e Benedetto, una coppia che litiga spesso e finisce invariabilmente le sue controversie proprio a casa di Libero.
Olga è l'amante nemmeno troppo segreta di un ufficiale americano che alla notizia che la donna è rimasta incinta, invece di sposarla come le aveva sempre promesso, se ne torna in America.
Benedetto scopre il fatto ma siccome gli conviene, accetta orgogliosamente la paternità, anzi: dà una gran festa per il battesimo del figlio.
Da qui il finale della commedia che si risolve amaramente con il trionfo di patetiche menzogne.
Per ascoltare:
http://www.mediafire.com/?5pwjxnmzybs