20091227

SAMUEL BECKETT













http://it.wikipedia.org/wiki/Samuel_Beckett

ASPETTANDO GODOT

Rappresentato per la prima volta nel 1953 e recitato da allora sui principali palcoscenici del mondo, stroncato e applaudito con passione, è l'opera che maggiormente ha contribuito alla fama del suo autore.
In un angolo di campagna, dove la presenza di un albero non riesce a riempire il vuoto, in una sera che non passa mai, due barboni aspettano un certo Godot. Non l'hanno mai visto, non sanno nemmeno perchè lo attendono. Sperano di ottenere qualcosa da lui, ma non sanno che cosa.
Ciò che li trattiene, vago come il paesaggio, è questo dato di fatto: ha promesso di venire.
L'attesa serve loro da alibi, dà pretesto per restare insieme fino a notte fonda, fornisce una ragione per non impiccarsi se non un modo di ammazzare il tempo. E il tempo è ribelle, ostinato e subdolo, passa come gli pare, ha il gusto della contraddizione, gli piace trascinarsi e attardarsi quando si vorrebbe che passasse in fretta; sembra compiacersi in compagnia di questi poveracci così penosamente sprovvisti di immaginazione e risorse. La giornata non finirà dunque mai? Quando scoccherà l'ora in cui apparirà Godot? Estragon e Vladimir se lo domandano e ridomandano: Godot è il loro principale argomento di conversazione. Si ha l'impressione che essi interroghino l'eco, il deserto sordo che li circonda. Irrisorie, le loro voci si perdono. L'eco si spegne. Il cielo è vuoto. Non accade nulla. Sono là insieme e non sanno più nemmeno perchè. Tuttavia fanno fatica a sopportarsi. Spesso uno dei due se n'è andato per la sua strada, vagando nel nulla. Ma l'abitudine è la più forte delle catene: ha fatto sì che si trovassero insieme, che ricominciassero a parlare delle loro piccole miserie, del vuoto della loro vita, di ricordi così vaghi, così sfocati, così incerti; di fatti che potrebbero accadere e, in realtà, non accadono mai, dell'ipotetica venuta di Godot. Si ripetono: il loro dialogo è più monotono dei monologhi. Beckett riesce mirabilmente a farlo sentire senza mai cadere in questo difetto. Si ripete con tanta abilità che l'azione teatrale non annoia e anzi guadagna dal punto di vista comico. Se non c''è azione in questa strana opera teatrale, c'è tuttavia una diversione. Sulla scena appare una coppia ancora più singolare da quella formata da Estragon e Vladimir: un padrone e il suo schiavo. L'uno tratta l'altro in un modo odioso, peggio di un cane; non contento di dargli come unico pasto gli ossi del pollo che egli ha divorato, lo frusta con crudeltà folle.
Eppure, come Estragon si rassegna a Vladimir, lo schiavo subisce il padrone. E la sofferenza inflitta non dà alcuna gioia al tiranno.




Con questo breve riassunto della vita quotidiana, Beckett sembra denunciare lo sfruttamento dell'uomo da parte dell' uomo, tanto nella società quanto nella coppia dove, troppo frequentemente, l'uno impone il suo giogo all'altro senza trarne alcun profitto. I due passanti restano là un pò di tempo a stupire Estragon e Vladimir e, alla fine, legati uno all'altro in un carro grottesco, se ne vanno rumorosamente. Cade il silenzio. " Bè, ha fatto passare il tempo" dice Vladimir. "Sarebbe passato lo stesso" risponde Estragon. " Sì ma più adagio" dice Vladimir.
Poco dopo un ragazzo annuncia che Godot non verrà questa sera, ma domani; giunge il domani e tutto ricomincia. Stesso dialogo sconclusionato, insignificante, penoso ( ma proprio per questo, irresistibilmente buffo). Ricompaiono i passanti del giorno prima, invecchiati: il tiranno ora è cieco, lo schiavo muto. La coppia barcolla cade, si rialza faticosamente. Godot manda nuovamente il ragazzo per scusarsi: verrà sicuramente, ma domani.

20091212

CARLO GOLDONI









http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Goldoni

LE FEMMINE PUNTIGLIOSE

Commedia in tre atti di Goldoni rappresentata nel 1750. Edizione radiofonica con la regia di Giorgio Pressburgher e la compagnia di prosa di Firenze della rai. Rosaura, (Franca Parisi) volendo essere ricevuta nell'alta società palermitana, cerca di cattivarsi con doni il conte Lelio ((Pino Colizzi) e la contessa Beatrice (Lucia Guzzardi).


Ma le aristocratiche dame Eleonora e Clarice (Floria Marrone, Renata Negri) deridono la provinciale e Florindo (Nico Cundari) suo marito. Di qui una serie di puntigli più o meno snobisti che terminano con la partenza di Rosaura e Florindo, disgustati di quella società.


L'intreccio è quasi inesistente: Rosaura, la ricca mercantessa disposta ad umiliarsi pur di essere accolta in una classe non sua, la media nobiltà avida e pretenziosa, l'insieme corale delle dame, ognuna lusingata dall'ambizione di Rosaura, ognuna gentile con lei in privato, ma incapaci di accoglierla ufficialmente nella loro società. Altri interpreti: il conte Onofrio (Riccardo Mangano) Pantalone (Cesare Polacco) Brighella (Virgilio Zermit) Arlecchino (Giancarlo Padoan).


Presentazione:

20091029

GEORG BUCHNER







http://it.wikipedia.org/wiki/Georg_B%C3%BCchner


LA MORTE DI DANTON

Dramma in due tempi di Georg Buchner, rappresentato per la prima volta nel 1835. La vicenda narra degli ultimi giorni che precedettero la morte di Danton, di Camille Desmoulins e degli altri capi girondini. Il nucleo del dramma consiste nella lotta politica tra il partito più moderato rappresentato da Danton e dai suoi amici e l'estremista capeggiato da Robespierre che accusa i primi di tradire la rivoluzione. Su tutto il dramma incombe un'atmosfera greve, il peso di una forza superiore che tutti trascina nel suo gioco. In Danton questa fatalità si manifesta da un lato nella convinzione (che si dimostra errata e quindi lo perde) che nessuno oserà toccarlo, lui, l'uomo della rivoluzione; dall'altro in un profondo senso di stanchezza, che gli impedisce di agire tempestivamente nonostante i ripetuti avvertimenti degli amici. In generale tutti questi uomini, che furono arbitri dei destini di un popolo, sono qui rappresentati come caratteri inquieti, come gente che, avendo ucciso ogni fede, vaga ora incerta nell'impossibiltà di vivere senza di essa, qualunque essa sia. Per alcuni, un solo nome è ancora sacro: quello della Repubblica; per altri (Desmoulins, la moglie Lucille) un sentimento: l'amore; per i più non sopravvive che il godimento e il desiderio di voluttà. Persino Roberspierre, l'arbitro del momento, ancora sicuro di sè, ha dei dubbi e si sdoppia in una logorante lotta di due personalità che in lui si combattono. Questo dramma dà veramente la misura di un grande talento tragico e come tale venne salutato all'epoca della prima rappresentazione: ma la morte colpiva l'autore due anni dopo. Dimenticato all'epoca del verismo, Buchner fu rimesso in onore specialmente dall'espressionismo in poi e la sua grandezza rimane incontrastata.

Questa edizione radiofonica trasmessa nel '94 ha la regia di Corrado Pavolini e tra gli interpreti : Tino carraro, Adriana Innocenti, Diego Michelotti, Alberto Lionello ed un lungo elenco ascoltabile all'inizio del primo tempo.



20090924

SAMUEL BECKETT













http://it.wikipedia.org/wiki/Samuel_Beckett

TUTTI QUELLI CHE CADONO
Testo integralmente tratto dal sito samuelbeckett.it:

La signora Rooney va, come tutti i giorni, alla stazione del piccolo centro irlandese in cui vive (tutto lascia presagire che si tratti proprio di Foxrock, la periferia di Dublino in cui nacque Beckett) per andare a prendere il marito, pendolare, di ritorno dall'ufficio. Ma il treno porta ritardo. Quando finalmente arriva, il signor Rooney (il quale è cieco) afferma di non aver capito il motivo del ritardo del treno su cui stava viaggiando. Ma sul finale, mentre l'anziana coppia di coniugi rincasa sotto un temporale, un ragazzo incontrato lungo la strada rivela che il ritardo del treno è stato causato da un terribile incidente. Un bambino che si trovava sul treno è infatti accidentalmente caduto dal finestrino ed è rimasto schiacciato dai vagoni. Sebbene nulla confermi i sospetti in tal senso, chi ascolta il radiodramma resta con l'idea che la tragedia sia stata in realtà causata arbitrariamente dal signor Rooney per pura cattiveria o per noia.
Gli interpreti di questa edizione radiofonica sono Valentina Fortunato, Gianfranco Bettini, Mario Brusa, Anna Radici, Anna Marcelli; musiche di F. Schubert e regia di Walter Pagliaro.






20090815

FRANCOIS MAURIAC









http://it.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7ois_Mauriac

ASMODEO

Una sontuosa casa di campagna è il luogo dove si svolge questa commedia: appartiene ad una giovane vedova, la signora Marthe Du Barthas. Essa vi abita tutto l'anno con i due figli di cui la maggiore, Emmanuèle ha 17 anni. Fanno parte della casa una istititrice e Blaise Couture, un tutore moralista, più che altro un peccatore represso e geloso che tuttavia esercita un grande ascendente sull'animo della signora Barthas.
Giunge nella casa un inglese, Harry Fanning: un bellissimo giovane di venti anni che si conquista ben presto il cuore di tutta la famiglia, specie quello della padrona di casa, destando così la gelosia del precettore.
Il giovane è entrato volentieri nella famiglia perchè ha sempre avuto la curiosità di conoscere un ambiente francese: vuole essere simile in ciò al diavolo Asmodée (del diavolo zoppo di Lesage) che scoperchiava le case per carpirne i segreti. Egli si è accorto della gelosia di Blaise che cerca di allontanarlo con il pretesto che la sua presenza compromette il buon nome della vedova. Ma poichè Marthe non ha il coraggio di mandarla via, Blaise stesso lascia la casa.
Mentre la giovane vedova è sempre più attratta dalla seduzione di Henry, i sentimenti di lui si rivolgono verso la figlia Emmanuèle, la quale sembra dimenticare la vocazione mistica che la spingeva verso la vita religiosa.
La madre a questo punto, inconfessatamente gelosa della figlia, richiama Blaise che gli fa capire in quale abisso di perversità sta per cadere.
Questo è il primo lavoro teatrale di Mauriac e il suo animo si rivela in questa soffocata vicenda di provincia, dove in una vita esasperatamente monotona, le passioni covano e corrodono senza divampare.
La regia è di Guido Maria Compagnoni; tra gli interpreti: Angela Baggi, Stefania Graziosi, Aldo Reggiani, Massimo Popolizio.
Per ascoltare:
http://www.mediafire.com/?nmdzg21g3i9

20090706

FEDERICO GARCIA LORCA








http://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Garc%C3%ADa_Lorca

MARIANA PINEDA
Dramma basato sulla figura storica di una donna, giovane vedova di Granada, madre di due bambini, appartenente alla piccola nobiltà provinciale. Mariana fu l'unica vittima femminile del liberalismo spagnolo ottocentesco. Si innamora di un uomo, un nobile, propagatore delle nuove idee, Don Pedro Sotomayor.
Egli organizza una forza rivoluzionaria clandestina e Mariana si dedica alle idee di rinnovamento.
Sotomayor viene braccato dalla guardia del governo reazionario, capitanata da Pedrosa. Mariana fa pervenire un lasciapassare al suo amante affinchè fugga e durante questa fase a cui partecipano diversi carbonari, irrompe la polizia di Pedrosa e la vedova viene arrestata. Potrebbe evitare ogni danno diventando la donna di Pedrosa ma rifiuta. Potrebbe anche confessare il nome dei congiurati ma rifiuta anche questo.
La regia è di Giorgio Bandini, tra gli interpreti: Giancarlo Sbragia, Aroldo Tieri, Renato Cominetti, Anna Miserocchi, Laura Carli, Elena Costa, Corrado Pani.
Per ascoltare:
http://www.mediafire.com/?meozy9drosw

20090705

EUGENE O'NEILL








http://it.wikipedia.org/wiki/Eugene_Gladstone_O'Neill


ANNA CHRISTIE

Bellissimo adattamento radiofonico e regia di Gianni Amelio di questa commedia in quattro atti, rappresentata per la prima volta nel 1921 e pubblicata nel 1922
allorchè vinse il premio Pulitzer. E' il rifacimento di Chris Christopherson, scritto nel 1920 ma senza successo.
La storia: C.Christopherson, un americano di origine svedese, comandante di una chiatta da carbone, sta aspettando in una taverna del porto di New York sua figlia Anna. Non l'ha più vista da quando, dopo la morte della moglie, la mandò, bambina di cinque anni, presso una famiglia di parenti in una fattoria nel Minnesota. Anna, a sedici anni, viene sedotta dal cugino e fuggita a San Paolo, dopo alcuni tentativi di fare onestamente la governante, si dà alla più antica professione del mondo. Avvilita e disgustata nonchè ammalata, viene a chiedere ospitalità al padre, il quale, ignorando la sua vita passata, l'accoglie.
Bastano pochi giorni di vita all'aria aperta per trasformare Anna che adora il cielo il mare e anche la nebbia. Ma dalla nebbia escono una notte grida di soccorso: tre marinai naufraghi in balìa delle onde da cinque giorni vengono raccolti sfiniti sulla chiatta. Fra loro c'è Mat Burke che rimane ammaliato da Anna. Sorge un antagonismo tra il padre che non vuole vedere portarsi via la figlia per la quale ora ha un'adorazione e Mat che la vuole sposare. La vera tragedia però sta nell'animo di Anna che ama Mat ma sente di non poterlo ingannare per il suo passato e quindi, lacerata da un'angoscia gli grida tutta la verità. Mat se ne va dopo averla brutalmente insultata, ma nel momento in cui Anna decide di ripartire per continuare la vita di un tempo, ritorna sentendo di non poter vivere senza di lei.
Il padre e Mat, riconciliati, si imbarcano insieme su una nuova nave e Anna resta ad attenderli dichiarando "..brindiamo al mare e vada come deve andare.."
Registrazione del 1998 con Renato Carpentieri, Ennio Fantastichini, Laura Betti, Luciano Virgilio, Fabrizio Gifuni, Alvia Reale. Realizzazione tecnica di Violetta Parodi. Musiche originali di Franco Piersanti.


20090629

SAMUEL BECKETT













http://it.wikipedia.org/wiki/Samuel_Beckett

CENERI
Testo integralmente tratto dal sito samuelbeckett.it.

Il protagonista di Ceneri è Henry, un vecchio che trascorre quasi tutto il suo tempo in riva al mare parlando da solo ad alta voce, in continuazione, per coprire il rumore delle onde (il titolo originale dell'opera doveva essere ebb, marea). E' una figura paradossale: odia il rumore del mare eppure trascorre il suo tempo di fronte ad esso, quasi cercando un supplizio che nessuno gli ha inflitto. Qui, sulla riva, tenta invano di evocare i suoi vecchi fantasmi (come il protagonista di Di' Joe e altri derelitti beckettiani). Il primo spettro è quello del padre, che però non si presenta mai. Il secondo, ben più presente (Beckett lavorò affinché l'ambiguità giungesse al punto che gli ascoltatori si chiedessero se fosse solo un fantasma o una presenza in carne ed ossa), è quello della moglie Ada.
La coppia intrattiene un dialogo piuttosto fitto e vivace (in questo senso Henry e Ada sono più simili a Nagg e Nell di Finale di partita che a Willie e Winnie di Giorni felici), pieno di recriminazioni, accuse, ma anche di complicità. I due hanno avuto una figlia, Addie, che Henry chiaramente non voleva e che non sopporta. Vengono ricordate le lezioni di musica e di equitazione (le voci dei maestri intervengono come "comparse") e i pessimi risultati conseguiti dalla figlia in entrambe le discipline.
La condizione di Henry è quella di un vecchio che ha molti conti in sospeso con i suoi fantasmi, un vecchio ossessionato dalla solitudine, che racconta a se stesso storie per farsi compagnia (quasi una costante in Beckett: lo stesso può dirsi di Hamm in Finale di partita, di Pozzo in Godot, del signor Rooney in Tutti quelli che cadono). Ceneri è forse il testo radiofonico di Beckett più ricercato dal punto di vista stilistico, con dialoghi che presentano immagini suggestive, lontane dalla freddezza astratta delle opere successive ("Un mammuth di dieci tonnellate tornato dalla terra dei morti, ferratelo con l'acciaio e fategli calpestare il mondo!", oppure Ada riferendosi al mare: "è solo la superficie, sai. Sotto è tutto immobile come una tomba. Non un rumore. Tutto il giorno e tutta la notte, non un rumore").
I diversi rumori che accompagnano il testo (onde, zoccoli di cavalli, etc.) sono tutti riprodotti in modo esplicitamente artificiale (così come era già accaduto per Tutti quelli che cadono), quasi a voler sottolineare che il mondo che noi ascoltiamo nell'opera non è il mondo reale, bensì quello evocato dal protagonista.




20090628

UGO BETTI







http://it.wikipedia.org/wiki/Ugo_Betti

FRANA ALLO SCALO NORD

Dramma in tre atti scritto nel 1933.
Come la frana che ha inghiottito tre operai, così l'istruttoria che ne segue inizia lentamente,
allarga le sue dimensioni, incalza con ritmo sempre più implacabile (e in questa progressione
è una delle maggiori attrattive del dramma). Il giudice Parsc, assistito dall'Accusatore, ha in
mano la pratica e procede con le formalità che il meccanismo della regola burocratica richiede.
Ma il dramma a un dato punto avanza incontenibile, sempre più convulsamente, nell'intricato
campo ove sorgono i problemi della coscienza umana. Chi ha la colpa della tremenda?
L'imprenditore dei lavori, il maggiore indiziato, rigetta l'imputazione, ma accusato dai suoi operai,
inaspettatamente, in quanto credeva d'esserne benvoluto, è come smarrito e tenta di togliersi
la vita. Trattenuto in tempo, si denuncia, confessa.
E così gli altri. Man mano tutti si sentono responsabili, sentono come un bisogno di confessarsi
pubblicamente. Intorno anche l'atmosfera, assume un senso di incubo collettivo, d'inquietante,
tragica vibrazione. Si presentano le stesse vittime della catastrofe; all'imprenditore, al motorista,
al manovale che continuano ad accusare se stessi, le ombre manifestano il loro dissenso.
Di chi la colpa allora? L'interrogativo supera ormai l'ambito della ricerca del colpevole; la responsabilità
si allarga investendo l'umanità tutta: lo stesso giudice si leva la toga e rifiuta di emettere la
sentenza. Ma dietro le insistenze dell'Accusatore eccola, la sentenza: essa non può essere che un grido:
pietà, pietà, pietà per tutti.
Registrazione radiofonica del 1981; regia di Guglielmo Morandi che ha curato anche l'adattamento
radiofonico. Tra gli interpreti: R. Cucciolla, G. Esposito, O.M.Guerrini, C.Ratti, V. Damiani.
Per ascoltare la commedia:
http://podcasthall.forumcommunity.net/

20090627

DIEGO FABBRI








http://it.wikipedia.org/wiki/Diego_Fabbri

INQUISIZIONE

Dramma in tre atti.
In questa commedia, secondo le norme del teatro processuale a cui Fabbri aderisce, i personaggi diventano di volta in volta accusatori o imputati e il loro dramma esistenziale viene sciolto dall'intervento di un personaggio chiave. Costruito con una tecnica sapiente che ha tutte le caratteristiche del giallo, l'opera porta in scena le inquietudini di una coppia di sposi in crisi che si recano ad un famoso santuario in cerca di soluzione al loro disagio. Nel luogo santo, incontrano anche un giovane sacerdote che si sta tormentando sul senso del proprio ministero.
Il soggetto così particolare, il mettere in scena un prete assalito dal dubbio, costituisce una grande novità nel panorama del teatro italiano, dove la figura dell'uomo consacrato a Dio era sempre rimasta intoccabile.
Renato, docente di diritto all'Università, (interpretato da Massimo Foschi) ha sposato Angela suo malgrado ( Mila Vannucci) rinunciando per lei alla vocazione religiosa: la donna, non credente, di carattere passionale e molto innamorata, aveva tentato il suicidio pur di riavere Renato tutto per sè.




Accolti dall'Abbate del santuario, ( Nico Cundari) che ha fama di sant'uomo, stringono amicizia con don Sergio ( Massimo De Francovich), un sacerdote che sta trascorrendo un periodo di riflessione impostagli dal vescovo dopo aver subito il fascino di una ragazza, ma soprattutto per aver seguito posizioni moderniste, avverse al pensiero dell'allora Chiesa cattolica preconciliare.
I drammatici colloqui di Renato, Angela e don Sergio con l'Abbate costituiscono per tutti un incontro con la fede più istintiva e la scoperta della preghiera. Renato e don Sergio sono intrisi di di un razionalismo che impedisce loro di scegliere con il cuore, mentre Angela segue con troppa impulsività l'istinto: confessa al marito di aver tentato di avvelenarlo con una pozione, ma Renato è salvo perchè si era addormentato e nel sonno ha visto Cristo che lo portava con decisione verso una donna disperata e piangente. Ricevuto il perdono dell'Abbate, Angela si riapre alla vita e all'amore per Renato, che accetta di rivedere il suo impegno nel matrimonio, mentre don Sergio medita sul senso del ministero sacerdotale che si fonda prima di tutto sull'Amore.
Edizione radiofonica con la regia di Ottavio Spadaro.

20090626

FERNAND CROMMELYNCK












http://en.wikipedia.org/wiki/Fernand_Crommelynck

IL CORNUTO MAGNIFICO
In questa commedia, si ripropone il dramma della gelosia, che vediamo nascere senza ragione e alimentarsi da sola all'interno di un grande amore e di cui seguiamo il tragico sviluppo nella psiche di Bruno.
Amato da una moglie che gli è fedele, ma posseduto, in modo patologico, dalla gelosia, l'uomo
tende a risolvere il proprio dubbio sulla fedeltà di Stella attraverso la convinzione della sua
infedeltà e spingendola a tradirlo.
Non riuscendo mai a credere che il tradimento sia avvenuto, continua a cercare amanti per la moglie, convinto che lei simuli il tradimento con l'uomo che lui le propone di volta in volta al fine di nascondere l'identità del suo vero amante.
La passività della moglie, che si concede ad altri per obbedire al marito, non fa che alimentare lo scetticismo di questo personaggio schizofrenico che, incapace di confrontarsi con la realtà di una donna affettuosa e fedele, detta egli stesso le lettere che amanti immaginari le indirizzeranno. L'intensità umana di quest'opera provocò scandali e proteste da parte della critica, ma la pièce fu rappresentata moltissimo e riscosse uno strepitoso successo colpendo per la mescolanza dei generi, che dal tragico al lirico, dal realistico al meraviglioso, rompeva con i consueti canoni teatrali.
Edizione radiofonica del 1981 con la compagnia di prosa di Firenze della Rai.
Regia di Umberto Benedetto; tra gli interpreti: Alberto Lionello, Mario Bardella. Giuseppe Pertile, Ileana Ghione, Carlo Ratti, Cecilia Todeschini.
Passiamo all'ascolto:
In Fiandra qualche tempo fa..l'azione si svolge nell'interno in un antico mulino adattato ad abitazione. Una grande sala rischiarata da due finestre in fondo.
Stella (Ileana Ghione) si trova presso la finestra in ginocchio davanti alla gabbia del canarino e ai vasi di geranio posti in terra...






Ora l'azione si svolge nello stesso ambiente precedente. Bruno(Alberto Lionello)si affaccia alla stanza, entra poi seguito da Estrugo(Giuseppe Pertile). Bruno è molto mutato, ha lo sguardo inquieto, il colorito itterico e va perdendo i capelli...




L'azione è sempre nello stesso luogo. Le finestre sono spalancate sulla campagna di settembre.
E' il tardo pomeriggio: Stella ride nel frutteto attorniata da uno sciame di giovanotti e dentro la stanza Bruno, invecchiato curvo, stempiato è seduto alla scrivania. Entra in fretta Estrugo apparentemente preoccupato e bisbiglia qualcosa all'orecchio di Bruno...

20090530

EMILE ZOLA








http://it.wikipedia.org/wiki/%C3%89mile_Zola

IL SOGNO
Una sera d'inverno una piccina sta sotto il portico della cattedrale mentre nevica e comincia a farsi buio. Angélique, fuggita dalla donnaccia a cui dopo varie peripezie era stata confidata, è raccolta dai coniugi Hubert e posta al lavoro di ricamatrice: nella pace di una casa di buoni operai essa sogna la bellezza di una vita che fino ad allora le è stata negata. L'amore le appare in un pittore, Félicien de Hautecoeur, che lavora nella cattedrale: di nobile origine, figlio di un appassionato gentiluomo che per una disillusione d'amore era entrato negli ordini sacri fino a giungere al'episcopato. Il vescovo si oppone al matrimonio, per la differenza sociale che è trai due giovani; Angélique ne soffre fino ad ammalarsi gravemente: il vescovo commosso, insieme con l'estrema unzione le reca il suo consenso. Ella sembra risanata e va all'altare, ma non sa resistere alla felicità, e dopo la benedizione nunziale, mentre restituisce un purissimo bacio a Félicien, esala l'anima tra le sue braccia.




20090424

NATALIA GINZBURG







http://en.wikipedia.org/wiki/Natalia_Ginzburg

TI HO SPOSATO PER ALLEGRIA
Commedia scritta nel 1964 con la regia di Luciano Salce. Gli interpreti principali sono Adriana Asti (la commedia fu scritta per lei su commissione) e Renzo Montagnani.
Si narra delle vicende di Giuliana e Pietro, sposatisi tre settimane dopo l'incontro a una festa dove lei si è ubriacata. L'opera sembra scritta apposta per la radio data la pressochè completa assenza di didascalie e l'assoluta predominanza della gesticolazione verbale.
Questa edizione radiofonica è stata registrata nel marzo del 1967.
Presentazione ascoltabile qui:
http://www.divshare.com/download/7191109-623
La storia vive dell'interminabile chiacchiericcio di Giuliana, torpida e guizzante svampitella con momenti di assoluta lucidità e del contrappunto caratteriale e verbale offertole dai comprimari: l'ironico e posato Pietro che si gode lo spettacolo di lei, la serva Vittoria assennata nel suo disordine, infine la madre e la sorella di Pietro, che completano un quadro famigliare molto divertente.
Dunque ascoltiamo i vari personaggi in azione:. Pietro(Renzo Montagnani) esce di casa perchè deve andare ad un funerale e Giuliana (Adriana Asti) rimane in casa con la donna di servizio Vittoria e con lei parla e si confessa: più tardi il marito rincaserà.
http://www.divshare.com/download/7190939-f40
Pietro invita la madre e la sorella a casa a pranzo. Giuliana naturalmente non è entusiasta sapendo di non essere molto apprezzata. Il giorno del pranzo si scopre che Vittoria la governante non è tornata a casa, ha passato la notte fuori ed allora Giuliana si improvvisa cuoca: la serva tornerà a casa più tardi nel bel mezzo del pranzo con gli invitati.: (finale della commedia)
http://www.divshare.com/download/7190946-54c
Il teatro, per stessa ammissione della Ginzburg è il modo per ritrovare l'aria aperta dell'invenzione narrativa, per tornare a dire "io" frazionando questo pronome singolare in una folla di persone. Il suo teatro consiste proprio in questo: nel trattenersi in compagnia di persone assortite con apparente (e avvincente) disordine, assorbendo la loro vita che impercettibilmente tra l'apertura e la chiusura del teatro, si trasforma.
Dal testo è stato tratto nel 1967 un film per la regia di Luciano Salce.


FRIEDICH DURRENMATT







http://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_D%C3%BCrrenmatt

IN PANNE
In Panne è stato scritto appositamente per la radio; è diventato anche trascrizione teatrale e romanzo. Ne è stato tratto anche un film che, sia pure con ottimi interpreti (leggi A.Sordi) ha rimosso i contenuti dell'originale producendo un'opera che definirei mediocre. Alfredo Traps, rappresentante di tessuti,a bordo della sua fiammante Studebaker, si ritrova improvvisamente in panne nei pressi di un paese. Il meccanico non può riparare immediatamente il guasto perciò è costretto a trovare alloggio in loco. La locanda dell'orso è tutta occupata dagli aderenti dell'associazione allevatori di bestiame; giunge voce però all'Alfredo che il Sig.Werge, un vecchio giudice a riposo, solitamente riceva ospiti. Traps si ritrova così ospite del giudice e di una serie di amici anch'essi tutti ex uomini di legge, boia compreso (Pilet). L'unico corrispettivo che gli viene chiesto è quello di partecipare al gioco del tribunale. Tra una lombata di vitello, funghi alla crema, Chateau Margot, Chateauneuf du Pape, lo sprovveduto Alfredo inizia a parlare a ruota libera e l'atmosfera generale, inizialmente goliardica si trasforma in una situazione inquietante, scivolando continuamente tra realtà, gioco e viceversa. Praticamente, senza ascoltare gli ammonimenti del suo avvocato difensore, si autoinfligge la condanna a morte che gli era stata sanzionata nel gioco. Il finale è unicamente da ascoltare. Compagnia di prosa di Firenze della Rai con Stefano Tibaldi, Lucio Rama, Franco Sabani, Gianni Pietrasanta, Adolfo Geri, Rodolfo Martini, regia di Umberto Benedetto. La commedia è stata trasmessa in occasione della scomparsa del drammaturgo svizzero. Per ascoltare:
http://www.klpteatro.it/index.php?option=com_content&view=article&id=279:in-panne-friedrich-durrenmatt-audio&catid=35:audio&Itemid=129

20090317

HENRIK IBSEN








http://it.wikipedia.org/wiki/Henrik_Ibsen

QUANDO NOI MORTI CI DESTIAMO

Ibsen scrisse questa commedia, che è l'ultimo suo dramma, a 71 anni.
Disperata ed estrema confessione di un poeta che, carico di anni di gloria, scruta ancora la propria coscienza con occhio spietato. Il peccato non può essere espiato perchè è sentito come morte.
La commedia narra dello scultore Arnold Rubek che torna in Norvegia con la giovane moglie dopo aver acquistato all'estero onori e ricchezza. Si compiace di ricordare alla moglie la prosperità in cui vivono e l'ossequio che ricevono dappertutto, ma non riesce a nasconderle la strana inquietudine che da tempo lo opprime: la celebrità non lo soddisfa perchè sente che l'intima essenza del suo capolavoro è incompresa, e gli manca l'ispirazione per opere nuove che non siano i ben retribuiti ritratti nei quali con gioia maligna dà ai suoi simili velate sembianze bestiali. Nello stesso albergo dove si trova Rubek c'è anche Irene, la donna che gli fu modella per il capolavoro che l'ha reso celebre. Irene ha qualcosa di spettrale, rigida nel suo abito bianco, seguita sempre a distanza da una diaconessa che spia ogni suo gesto. In preda ad un calmo delirio dice di non essere più in vita, di avere ucciso i due uomini che successivamente ha sposato, di avere ucciso i suoi figli: mania omicida che forse è stata sul punto di convertirsi in atti. Di quella che considera la sua morte la colpa è di Rubek. Di fronte al corpo nudo e intatto di lei, l'uomo non ebbe che il pensiero della sua opera. Non si accorse che lei non solo offriva il suo corpo alla contemplazione dell'artista, ma che all'uomo donava tutta l'anima. Rubek sa che Irene fu per lui, più che modella, la sorgente stessa dell'ispirazione. Così si acuisce in lui il senso di colpa: non solo verso di lei, ma anche e soprattutto verso di sè. Ha rinunziato alla vita per l'arte. della vita si è servito per creare una inanimata parvenza di argilla: non l'ha accolta in sè, non se ne è umanamente inebriato e nutrito. Anche lui è morto, e Irene può fare a meno di trafiggerlo con lo stiletto che porta sempre con sè. Ma Rubek nega di essere morto: arde come non mai dell'amore di cui parla Irene, "frutto terrestre, della vita terrestre fatta di bellezze, di meraviglie, di mistero". Possono ancora vivere le loro vita, sia pure per un solo giorno. In uno slancio appassionato Irene lo segue verso la cima montana, dove nello splendore del sole deve essere celebrata la loro festa nunziale. Ma una valanga li travolge e la sopraggiunta diaconessa traccia sull'abisso che li ha inghiottiti il segno della croce e pronuncia l'estremo augurio: "Pax vobiscum".
Edizione radiofonica registrata nel 1992; la regia è di Ida Bassignano e gli interpreti sono, Paolo Giuranna, Anna Nogara, Rosa Di Lucia, Alberto Rossati, Gianni Esposito.
Introduzione alla commedia ascoltabile qui:
http://www.divshare.com/download/5986894-90b
La commedia qui:
http://www.divshare.com/download/6838680-969
Grazie ad Angela Rovida per la lettura del testo.

20090303

CARLO GOLDONI












http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Goldoni

LA LOCANDIERA

Commedia in tre atti rappresentata per la prima volta nel 1753.
E' tra le più argute commedie Goldoniane. Il conte d'Albafiorita e il marchese di Forlimpopoli, ospiti nella locanda di Mirandolina, si contendono il cuore di lei, l'uno con donativi, l'altro, nobile decaduto e superbo, con la pretenziosa inconsistenza della sua protezione.
Ma nella locanda è anche ospitato il cavaliere Ripafratta, bizzarro tipo misogino e, Mirandolina, offesa dalla sua insensibilità, si picca di conquistarlo e, naturalmente ci riesce.
Di qui gelosie e liti fra i tre ospiti, complicate dall'arrivo delle comiche Ortensia e Dejanira.
Finalmente Mirandolina, rivela il suo gioco accordando la mano al cameriere Fabrizio e i tre si rassegnano.
La regia di questa edizione radiofonica è di Luigi Squarzina e gli interpreti sono Eros Pagni, Delia Scala, Omero Antonutti.
Per ascoltare:
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Un sentito ringraziamento ad Angela Rovida per la lettura del testo.

20090216

BERTOLT BRECHT








http://it.wikipedia.org/wiki/Bertolt_Brecht

L'ANIMA BUONA DI SEZUAN.
Tre dei dell'Olimpo cinese scendono sulla terra per cercare un'anima buona, ma si accorgono ben presto che i tempi
sono cambiati e che all'amore per il prossimo si è sostituita la lotta per la vita.
In tutta Sezuan trovano una sola anima buona, quella di Shen-te, la prostituta che offre loro asilo per la notte e alla quale lasciano in regalo mille dollari.
Per Shen-te la ricchezza diventa subito fonte di guai, tutti le chiedono aiuto e aiutare tutti è impossibile: come è impossibile: come conciliare la virtù della bontà con la saggezza necessaria a conservarsi
per poter compiere dell'altro bene? Ecco allora uno stratagemma
l'invenzione di Shui-ta, un misterioso cugino sotto le cui vesti Shen-te può concedersi il lusso di non essere più buona:
ogni volta che si trova nell'imbarazzo, scompare come Shen-te e riappare come l'avido e spietato Shui-ta, che alla fine
riesce a diventare una sorta di re del tabacco.
Ma Shen-te non è capace di seguire i consigli avveduti che dà a se stessa
quando indossa le vesti di Shui-ta e, innamoratasi di un aviatore disoccupato e senza scrupoli, rimane incinta.; l'aviatore
però non sa nulla dello stratagemma e continua intanto
a servire come luogotenente Shui-ta, senza sospettare che si tratta della tenera Shen-te;
alla fine si sente tanto oppresso dalla severità del suo padrone, da accusarlo per vendetta
di aver fatto scomparire Shen-te. Shui-ta deve così difendersi davanti ai giudici e per discolparsi rivela la sua doppia
identità; ma i giudici sono i tre dei che a tutti i costi vogliono riconoscere le
sue buone intenzioni. Shen-te è invece consapevole del dilemma e chiede invano il loro soccorso:
potrà fare uso del suo stratagemma, ma non più di una volta al mese.
Shen-te vorrebbe trattenerli, ma gli dei scompaiono.
Adattamento in tre tempi di Corrado Pavolini.Con Renato Cominetti, Anna Miserocchi, Gianni Bonagura, Cesare Polacco,
Lia Curci, Lauro Gazzolo, Arnoldo Foà.Regia di Corrado Pavolini.
Potete ascoltare un estratto del primo atto qui:
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secondo atto:
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terzo atto:
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Forum di discussioni sul tema:
http://podcasthall.forumcommunity.net/

20090126

DIEGO FABBRI







http://it.wikipedia.org/wiki/Diego_Fabbri

IL SEDUTTORE

Dramma in tre atti.
La commedia indaga il complesso tema dell'amore tra uomo e donna. Il protagonista, Eugenio,
(Gastone Moschin) ama con la medesima intensità tre donne: la moglie Norma, che vive nel
ricordo del loro bambino morto, custodendo il il focolare domestico; la giovane e candida Alina
segretaria dell'agenzia turistica dove Eugenio lavora; e infine l'indossatrice Wilma, sensuale e
affascinante, ma al contempo dotata di un sentimento religioso che la vita ambigua che conduce
non è riuscita ad intaccare. Giostrandosi abilmente tra i diversi amori, che occupano peraltro
una parte sincera e profonda del suo cuore, Eugenio si convince della possibilità di rendere
manifesto il suo solito ménage. Ritenedosi incapace di vivere nella menzogna proprio perchè le
ama ugualmente, il seduttore organizza un incontro tra la moglie e le sue amanti sperando
che diventino amiche. Invita dunque a teatro per la stessa ora Norma e Wilma, ma non si presenta
lasciando che le due donne si incontrino casualmente e diventino in effetti amiche. Anche Alina
farà conoscenza con Wilma e un loro litigio sarà placato addirittura da Norma. Esultante per
aver riunito le donne della sua vita, Eugenio propone loro di continuare sempre così. Ma la dura
reazione di Norma, Wilma e Alina, umiliate nei loro sentimenti, costringe Eugenio a una presa di
coscienza. Incapace di sentirsi appagato da un'unica realtà sentimentale, al seduttore non resta
altro che cercare una fuga nella dimensione dell'aldilà, dove forse è possibile incontrare la pienezza
dell'amore.
Con Gastone Moschin, Silvia Monelli, Giuliana Lojodice, regia di Antonio Calenda.
Registrazione radiofonica del 1981 da radio1; presentazione ascoltabile qui:
http://www.youshare.com/clubdacsolto/e8ccfc3c2a9026cf.mp3.html
Per ascoltare la commedia:

http://podcasthall.forumcommunity.net/