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IL GIORNO DELLA CIVETTA
Ambientato in un paese all'interno della Sicilia, inizia con l'omicidio di Salvatore Colasberna, un piccolo imprenditore restio a sottostare ai soprusi della mafia nella gestione degli appalti edilizi.
Sul delitto indaga il capitano dei carabinieri Bellodi, di origine parmense, colto, ex partigiano, che vorrebbe sì sconfiggere la mafia, ma usando le armi del diritto, non i mezzi discutibili adoperati dal prefetto Mori negli anni della dittatura fascista. Sarà facile per Bellodi, grazie alle rivelazioni del confidente Parrineddu (che sarà poi ucciso) e dalla vedova di uno dei testimoni del delitto, risalire al mandante, don Mariano Arena, il potente capomafia del circondario; lo arresterà e lo interrogherà, in un colloquio nel quale non potrà fare a meno di riconoscere che il mafioso " al di là della morale e della legge, al di là della pietà, era una massa irredenta di energia umana, una massa di solitudine, una cieca e tragica volontà".
Ma sarà impossibile dimostrare la colpevolezza di Arena, a causa della protezione di cui il mafioso gode: alti magistrati, il deputato Livigni e perfino il ministro Mancuso hanno tessuto una rete di complicità che porta alla sua scarcerazione, mentre davanti al Parlamento il ministro può affermare solennemente che la mafia esiste soltanto "nella fantasia dei socialcomunisti".
Edizione radiofonica di Leonardo Sciascia e Giancarlo Sbragia del 1980.
Con Turi Ferro, Umberto Spadaro, Leo Gullotta, Fioretta Masi, regia di Umberto Benedetto.
Commedia.:
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