
http://it.wikipedia.org/wiki/William_Shakespeare
MOLTO RUMORE PER NULLA
Commedia in cinque atti in versi e in prosa, scritta, nella forma in cui la possediamo, nel 1598, ma probabilmente già esistente prima. Shakespeare trasse il motivo drammatico centrale dell'amante indotto in inganno per mezzo di una che assume le sembianze dell'amata. Il principe d'Aragona, don Pedro, al cui seguito sono Claudio e Benedetto (Benedickt), viene a far visita a Leonato, governatore di Messina, padre di Ero e zio di Beatrice. Claudio s'innamora di Ero e vien combinato il loro matrimonio. L'allegra e arguta Beatrice, e Benedetto, scapolo impenitente e spiritoso, si accaniscono a perseguitarsi con i loro motteggi; gli amici decidono di farli innamorare l'uno dell'altra e fanno in modo che Benedetto sorprenda una conversazione in cui il principe e Claudio parlano d'un preteso amore segreto di Beatrice per lui, e Beatrice sorprenda una simile confidenza intorno all'amore che Benedetto nutrirebbe in segreto per lei. Così gli amici si immaginano artefici della sconfitta dei due avversari del matrimonio; ma in realtà già in quel loro perseguitarsi c'era il germe di una segreta inclinazione. Don Giovanni, il fratello bastardo del principe da poco riconciliatosi con lui, è un carattere perverso e dispettoso che, ingelositosi del favore che Claudio gode presso il fratello, escogita una frode per rovinarne il matrimonio: Borraccio, suo servitore, si presenterà di notte sotto la finestra di Ero, e a lei apparirà, vestita con gli abiti di Ero, Margherita, la damigella di compagnia di Ero che ha un debole per Borraccio: il principe e Claudio assisteranno da lontano al colloquio. Così avviene, con l'involontaria complicità di Margherita, che vestendosi da Ero crede d'indulgere ad una innocente mascherata. Claudio e il principe rimangono profondamente scossi e il giorno delle nozze denunziano la condotta della ragazza in chiesa. Ero sviene. Per consiglio di frate Francesco, che è convinto dell'innocenza di Ero, Leonato sparge la voce che la ragazza è morta e Benedetto, stimolato da Beatrice, sfida Claudio a duello per aver calunniato Ero. Nel frattempo Borraccio, in stato di ubriachezza, confessa il tranello a un compagno ed è udito dalle guardie della ronda di notte, ai comandi dei due grotteschi ufficiali della pace Dogberry e Verges, che provvedono alcune scene comiche con le loro papere e puerile incompetenza. Borraccio è arrestato e rivela al principe e a Claudio l'inganno di cui sono rimasti vittime. Claudio offre riparazione a Leonato e viene richiesto di sposare una cugina di Ero in sostituzione della pretesa morta. Al momento delle nozze la sposa si rivela la stessa Ero. Si sposano anche Benedetto e Beatrice e la loro petulante arguzia non li abbandona neanche dinanzi l'altare. Don Giovanni, fuggito da Messina e arrestato, sarà punito.
Edizione radiofonica del 1997, numerosi gli interpreti tra cui Elisabetta Pozzi, Franco Castellano, Peppino Mazzotta e la partecipazione di Renato Carpentieri.
Regia di Gigi Dall'Aglio.
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