MARIANA PINEDA Dramma basato sulla figura storica di una donna, giovane vedova di Granada, madre di due bambini, appartenente alla piccola nobiltà provinciale. Mariana fu l'unica vittima femminile del liberalismo spagnolo ottocentesco. Si innamora di un uomo, un nobile, propagatore delle nuove idee, Don Pedro Sotomayor. Egli organizza una forza rivoluzionaria clandestina e Mariana si dedica alle idee di rinnovamento. Sotomayor viene braccato dalla guardia del governo reazionario, capitanata da Pedrosa. Mariana fa pervenire un lasciapassare al suo amante affinchè fugga e durante questa fase a cui partecipano diversi carbonari, irrompe la polizia di Pedrosa e la vedova viene arrestata. Potrebbe evitare ogni danno diventando la donna di Pedrosa ma rifiuta. Potrebbe anche confessare il nome dei congiurati ma rifiuta anche questo. La regia è di Giorgio Bandini, tra gli interpreti: Giancarlo Sbragia, Aroldo Tieri, Renato Cominetti, Anna Miserocchi, Laura Carli, Elena Costa, Corrado Pani. Per ascoltare: http://www.mediafire.com/?meozy9drosw
Bellissimo adattamento radiofonico e regia di Gianni Amelio di questa commedia in quattro atti, rappresentata per la prima volta nel 1921 e pubblicata nel 1922 allorchè vinse il premio Pulitzer. E' il rifacimento di Chris Christopherson, scritto nel 1920 ma senza successo. La storia: C.Christopherson, un americano di origine svedese, comandante di una chiatta da carbone, sta aspettando in una taverna del porto di New York sua figlia Anna. Non l'ha più vista da quando, dopo la morte della moglie, la mandò, bambina di cinque anni, presso una famiglia di parenti in una fattoria nel Minnesota. Anna, a sedici anni, viene sedotta dal cugino e fuggita a San Paolo, dopo alcuni tentativi di fare onestamente la governante, si dà alla più antica professione del mondo. Avvilita e disgustata nonchè ammalata, viene a chiedere ospitalità al padre, il quale, ignorando la sua vita passata, l'accoglie. Bastano pochi giorni di vita all'aria aperta per trasformare Anna che adora il cielo il mare e anche la nebbia. Ma dalla nebbia escono una notte grida di soccorso: tre marinai naufraghi in balìa delle onde da cinque giorni vengono raccolti sfiniti sulla chiatta. Fra loro c'è Mat Burke che rimane ammaliato da Anna. Sorge un antagonismo tra il padre che non vuole vedere portarsi via la figlia per la quale ora ha un'adorazione e Mat che la vuole sposare. La vera tragedia però sta nell'animo di Anna che ama Mat ma sente di non poterlo ingannare per il suo passato e quindi, lacerata da un'angoscia gli grida tutta la verità. Mat se ne va dopo averla brutalmente insultata, ma nel momento in cui Anna decide di ripartire per continuare la vita di un tempo, ritorna sentendo di non poter vivere senza di lei. Il padre e Mat, riconciliati, si imbarcano insieme su una nuova nave e Anna resta ad attenderli dichiarando "..brindiamo al mare e vada come deve andare.." Registrazione del 1998 con Renato Carpentieri, Ennio Fantastichini, Laura Betti, Luciano Virgilio, Fabrizio Gifuni, Alvia Reale. Realizzazione tecnica di Violetta Parodi. Musiche originali di Franco Piersanti.
CENERI Testo integralmente tratto dal sito samuelbeckett.it.
Il protagonista di Ceneri è Henry, un vecchio che trascorre quasi tutto il suo tempo in riva al mare parlando da solo ad alta voce, in continuazione, per coprire il rumore delle onde (il titolo originale dell'opera doveva essere ebb, marea). E' una figura paradossale: odia il rumore del mare eppure trascorre il suo tempo di fronte ad esso, quasi cercando un supplizio che nessuno gli ha inflitto. Qui, sulla riva, tenta invano di evocare i suoi vecchi fantasmi (come il protagonista di Di' Joe e altri derelitti beckettiani). Il primo spettro è quello del padre, che però non si presenta mai. Il secondo, ben più presente (Beckett lavorò affinché l'ambiguità giungesse al punto che gli ascoltatori si chiedessero se fosse solo un fantasma o una presenza in carne ed ossa), è quello della moglie Ada. La coppia intrattiene un dialogo piuttosto fitto e vivace (in questo senso Henry e Ada sono più simili a Nagg e Nell di Finale di partita che a Willie e Winnie di Giorni felici), pieno di recriminazioni, accuse, ma anche di complicità. I due hanno avuto una figlia, Addie, che Henry chiaramente non voleva e che non sopporta. Vengono ricordate le lezioni di musica e di equitazione (le voci dei maestri intervengono come "comparse") e i pessimi risultati conseguiti dalla figlia in entrambe le discipline. La condizione di Henry è quella di un vecchio che ha molti conti in sospeso con i suoi fantasmi, un vecchio ossessionato dalla solitudine, che racconta a se stesso storie per farsi compagnia (quasi una costante in Beckett: lo stesso può dirsi di Hamm in Finale di partita, di Pozzo in Godot, del signor Rooney in Tutti quelli che cadono). Ceneri è forse il testo radiofonico di Beckett più ricercato dal punto di vista stilistico, con dialoghi che presentano immagini suggestive, lontane dalla freddezza astratta delle opere successive ("Un mammuth di dieci tonnellate tornato dalla terra dei morti, ferratelo con l'acciaio e fategli calpestare il mondo!", oppure Ada riferendosi al mare: "è solo la superficie, sai. Sotto è tutto immobile come una tomba. Non un rumore. Tutto il giorno e tutta la notte, non un rumore"). I diversi rumori che accompagnano il testo (onde, zoccoli di cavalli, etc.) sono tutti riprodotti in modo esplicitamente artificiale (così come era già accaduto per Tutti quelli che cadono), quasi a voler sottolineare che il mondo che noi ascoltiamo nell'opera non è il mondo reale, bensì quello evocato dal protagonista.