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LA MORTE DI DANTON
Dramma in due tempi di Georg Buchner, rappresentato per la prima volta nel 1835. La vicenda narra degli ultimi giorni che precedettero la morte di Danton, di Camille Desmoulins e degli altri capi girondini. Il nucleo del dramma consiste nella lotta politica tra il partito più moderato rappresentato da Danton e dai suoi amici e l'estremista capeggiato da Robespierre che accusa i primi di tradire la rivoluzione. Su tutto il dramma incombe un'atmosfera greve, il peso di una forza superiore che tutti trascina nel suo gioco. In Danton questa fatalità si manifesta da un lato nella convinzione (che si dimostra errata e quindi lo perde) che nessuno oserà toccarlo, lui, l'uomo della rivoluzione; dall'altro in un profondo senso di stanchezza, che gli impedisce di agire tempestivamente nonostante i ripetuti avvertimenti degli amici. In generale tutti questi uomini, che furono arbitri dei destini di un popolo, sono qui rappresentati come caratteri inquieti, come gente che, avendo ucciso ogni fede, vaga ora incerta nell'impossibiltà di vivere senza di essa, qualunque essa sia. Per alcuni, un solo nome è ancora sacro: quello della Repubblica; per altri (Desmoulins, la moglie Lucille) un sentimento: l'amore; per i più non sopravvive che il godimento e il desiderio di voluttà. Persino Roberspierre, l'arbitro del momento, ancora sicuro di sè, ha dei dubbi e si sdoppia in una logorante lotta di due personalità che in lui si combattono. Questo dramma dà veramente la misura di un grande talento tragico e come tale venne salutato all'epoca della prima rappresentazione: ma la morte colpiva l'autore due anni dopo. Dimenticato all'epoca del verismo, Buchner fu rimesso in onore specialmente dall'espressionismo in poi e la sua grandezza rimane incontrastata.
Questa edizione radiofonica trasmessa nel '94 ha la regia di Corrado Pavolini e tra gli interpreti : Tino carraro, Adriana Innocenti, Diego Michelotti, Alberto Lionello ed un lungo elenco ascoltabile all'inizio del primo tempo.

