20090317

HENRIK IBSEN








http://it.wikipedia.org/wiki/Henrik_Ibsen

QUANDO NOI MORTI CI DESTIAMO

Ibsen scrisse questa commedia, che è l'ultimo suo dramma, a 71 anni.
Disperata ed estrema confessione di un poeta che, carico di anni di gloria, scruta ancora la propria coscienza con occhio spietato. Il peccato non può essere espiato perchè è sentito come morte.
La commedia narra dello scultore Arnold Rubek che torna in Norvegia con la giovane moglie dopo aver acquistato all'estero onori e ricchezza. Si compiace di ricordare alla moglie la prosperità in cui vivono e l'ossequio che ricevono dappertutto, ma non riesce a nasconderle la strana inquietudine che da tempo lo opprime: la celebrità non lo soddisfa perchè sente che l'intima essenza del suo capolavoro è incompresa, e gli manca l'ispirazione per opere nuove che non siano i ben retribuiti ritratti nei quali con gioia maligna dà ai suoi simili velate sembianze bestiali. Nello stesso albergo dove si trova Rubek c'è anche Irene, la donna che gli fu modella per il capolavoro che l'ha reso celebre. Irene ha qualcosa di spettrale, rigida nel suo abito bianco, seguita sempre a distanza da una diaconessa che spia ogni suo gesto. In preda ad un calmo delirio dice di non essere più in vita, di avere ucciso i due uomini che successivamente ha sposato, di avere ucciso i suoi figli: mania omicida che forse è stata sul punto di convertirsi in atti. Di quella che considera la sua morte la colpa è di Rubek. Di fronte al corpo nudo e intatto di lei, l'uomo non ebbe che il pensiero della sua opera. Non si accorse che lei non solo offriva il suo corpo alla contemplazione dell'artista, ma che all'uomo donava tutta l'anima. Rubek sa che Irene fu per lui, più che modella, la sorgente stessa dell'ispirazione. Così si acuisce in lui il senso di colpa: non solo verso di lei, ma anche e soprattutto verso di sè. Ha rinunziato alla vita per l'arte. della vita si è servito per creare una inanimata parvenza di argilla: non l'ha accolta in sè, non se ne è umanamente inebriato e nutrito. Anche lui è morto, e Irene può fare a meno di trafiggerlo con lo stiletto che porta sempre con sè. Ma Rubek nega di essere morto: arde come non mai dell'amore di cui parla Irene, "frutto terrestre, della vita terrestre fatta di bellezze, di meraviglie, di mistero". Possono ancora vivere le loro vita, sia pure per un solo giorno. In uno slancio appassionato Irene lo segue verso la cima montana, dove nello splendore del sole deve essere celebrata la loro festa nunziale. Ma una valanga li travolge e la sopraggiunta diaconessa traccia sull'abisso che li ha inghiottiti il segno della croce e pronuncia l'estremo augurio: "Pax vobiscum".
Edizione radiofonica registrata nel 1992; la regia è di Ida Bassignano e gli interpreti sono, Paolo Giuranna, Anna Nogara, Rosa Di Lucia, Alberto Rossati, Gianni Esposito.
Introduzione alla commedia ascoltabile qui:
http://www.divshare.com/download/5986894-90b
La commedia qui:
http://www.divshare.com/download/6838680-969
Grazie ad Angela Rovida per la lettura del testo.

20090303

CARLO GOLDONI












http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Goldoni

LA LOCANDIERA

Commedia in tre atti rappresentata per la prima volta nel 1753.
E' tra le più argute commedie Goldoniane. Il conte d'Albafiorita e il marchese di Forlimpopoli, ospiti nella locanda di Mirandolina, si contendono il cuore di lei, l'uno con donativi, l'altro, nobile decaduto e superbo, con la pretenziosa inconsistenza della sua protezione.
Ma nella locanda è anche ospitato il cavaliere Ripafratta, bizzarro tipo misogino e, Mirandolina, offesa dalla sua insensibilità, si picca di conquistarlo e, naturalmente ci riesce.
Di qui gelosie e liti fra i tre ospiti, complicate dall'arrivo delle comiche Ortensia e Dejanira.
Finalmente Mirandolina, rivela il suo gioco accordando la mano al cameriere Fabrizio e i tre si rassegnano.
La regia di questa edizione radiofonica è di Luigi Squarzina e gli interpreti sono Eros Pagni, Delia Scala, Omero Antonutti.
Per ascoltare:
http://www.youshare.com/clubdacsolto/ab75d24508e7fe4e.mp3.html
Un sentito ringraziamento ad Angela Rovida per la lettura del testo.

20090216

BERTOLT BRECHT








http://it.wikipedia.org/wiki/Bertolt_Brecht

L'ANIMA BUONA DI SEZUAN.
Tre dei dell'Olimpo cinese scendono sulla terra per cercare un'anima buona, ma si accorgono ben presto che i tempi
sono cambiati e che all'amore per il prossimo si è sostituita la lotta per la vita.
In tutta Sezuan trovano una sola anima buona, quella di Shen-te, la prostituta che offre loro asilo per la notte e alla quale lasciano in regalo mille dollari.
Per Shen-te la ricchezza diventa subito fonte di guai, tutti le chiedono aiuto e aiutare tutti è impossibile: come è impossibile: come conciliare la virtù della bontà con la saggezza necessaria a conservarsi
per poter compiere dell'altro bene? Ecco allora uno stratagemma
l'invenzione di Shui-ta, un misterioso cugino sotto le cui vesti Shen-te può concedersi il lusso di non essere più buona:
ogni volta che si trova nell'imbarazzo, scompare come Shen-te e riappare come l'avido e spietato Shui-ta, che alla fine
riesce a diventare una sorta di re del tabacco.
Ma Shen-te non è capace di seguire i consigli avveduti che dà a se stessa
quando indossa le vesti di Shui-ta e, innamoratasi di un aviatore disoccupato e senza scrupoli, rimane incinta.; l'aviatore
però non sa nulla dello stratagemma e continua intanto
a servire come luogotenente Shui-ta, senza sospettare che si tratta della tenera Shen-te;
alla fine si sente tanto oppresso dalla severità del suo padrone, da accusarlo per vendetta
di aver fatto scomparire Shen-te. Shui-ta deve così difendersi davanti ai giudici e per discolparsi rivela la sua doppia
identità; ma i giudici sono i tre dei che a tutti i costi vogliono riconoscere le
sue buone intenzioni. Shen-te è invece consapevole del dilemma e chiede invano il loro soccorso:
potrà fare uso del suo stratagemma, ma non più di una volta al mese.
Shen-te vorrebbe trattenerli, ma gli dei scompaiono.
Adattamento in tre tempi di Corrado Pavolini.Con Renato Cominetti, Anna Miserocchi, Gianni Bonagura, Cesare Polacco,
Lia Curci, Lauro Gazzolo, Arnoldo Foà.Regia di Corrado Pavolini.
Potete ascoltare un estratto del primo atto qui:
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secondo atto:
http://www.youshare.com/clubdacsolto/52a962e4af307672.mp3.html
terzo atto:
http://www.youshare.com/clubdacsolto/0e3dd4e6969dbcb6.mp3.html
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