20080210

FRANCOIS MAURIAC








http://it.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7ois_Mauriac
AMARSI MALE
Dramma in tre atti rappresentato per la prima volta nel 1945.
E' la storia di due sorelle di cui una, la più anziana Elisabetta è prossima al matrimonio con Alain, amico di entrambe. Egli è visto con disappunto dal padre delle due, racchiuso nel proprio egoismo e diventato alcolizzato dopo il tradimento e abbandono della moglie; accudito come una moglie dalla promessa Elisabetta, teme di perdere servigi e privilegi. Nonostante la dissolutezza dovuta al bere è l'unico in famiglia che si accorga esplicitamente del conflitto sentimentale delle due figlie: contesa nata a causa di innocenti baci infantili con i quali il giovane Alain, con somma leggerezza, aveva illuso la ancor più giovane Marianna. Proprio Marianna (inconsciamente o volutamente?), fa credere al padre che è pronta anche a togliersi la vita e questo induce la sorella maggiore a sacrificare i propri sentimenti per salvare la minore.
Nasce così un matrimonio assurdo che porta ad una situazione snaturata nei sentimenti.
Per la regia di Sandro Bolchi, vede come interpreti Valentina Fortunato ed Elena Costa nei panni delle due sorelle, Achille Millo è Alain, il padre Gianni Santuccio.
Per ascoltare:
http://www.mediafire.com/?5pwjxnmzybs


20080202

THOMAS STEARNS ELIOT









http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Stearns_Eliot

ASSASSINIO NELLA CATTEDRALE

L'azione si svolge in Inghilterra a Canterbury nel 1170 quando l'arcivescovo cattolico della cittadina torna dopo 7 anni di esilio.
Torna con l'ntento di ricomporre il dissidio che divide la chiesa dallo stato di Enrico II; il finale è storico e scontato: quattro cavalieri del Re, gli intimano di sottomettersi e al rifiuto di Thomas Becket lo uccidono.
Così la sostanza di questo dramma che Elliot, come sempre nel teatro del grande poeta inglese, non è nei fatti pur precisi e violenti ma nel tormento e nei dubbi della coscienza dell'arcivescovo, nei suoi figurati incontri con i quattro cavalieri tentatori.
Questi gli ripropongono i piaceri i poteri e l'ambizione terrena, tentazioni che Becket supera facilmente, mentre l'ultimo gli crea i dubbi più atroci suggerendogli il desiderio di martirio: così gli consiglia di perseverare nella sua posizione ribelle per guadagnarsi la venerazione delle generazioni future.
II contrasto tra i conflitti terreni e il trascendente su cui Elliot lavora sempre attraverso la forza, la suggestiva violenza dei suoi versi, qui assume una potenza particolare che ha il proprio momento centrale nella predica che apre la seconda parte di questo lavoro. I martiri non sono fatti a caso, assicura Becket, sottolineando
come quel che conta è la scelta di vita che poi attraverso la morte guiderà sino a Dio.

Assassinio nella cattedrale è del 1935, si tratta della prima opera drammatica di Elliot che, anche in armonia con il carattere religioso del dramma, si è servito per i sui versi di una metrica vicina a quella del versetto biblico: si è parlato così di teatro medioevale e di teatro greco per la presenza del coro delle donne che è vero solo per quanto riguarda la misura classica di questo dramma.
Il grande Memo Benassi presta magistralmente la sua voce per intrepretare l'arcivescovo, la regia è di Enzo Ferrieri che risale al 1954. La traduzione è di Alberto Castelli e gli altri interpreti sono: Giulio Bosetti, Nando Gazzolo, Fernando Farese, Romolo Valli
Diego Michelotti, Enrica Corti.
Per ascoltare:
http://www.mediafire.com/?5pwjxnmzybs

20080201

CHE COSA SONO LE NUVOLE







Di Pier Paolo Pasolini.
Questo è il terzo episodio del film "Capriccio all'italiana" scritto e diretto da Pasolini nel 1967.
Naturalmente non è una registrazione audio del film in questione, ma una versione radiofonica curata e diretta da Marco Parodi che non stravolge l'originale immagine del poeta ma bensì ne accresce e sottolinea il gioco teatrale.
La storia narra di una compagnia di attori-marionette che mette in scena una versione farsesca della tragedia
Shakespeariana Otello; il pubblico popolare che presenzia alla rappresentazione non approva la conclusione
della storia che prevede, l'assassinio di Desdemona da parte di Otello.
Gli spettatori, saliti sul palco, uccidono Jago e Otello portando in trionfo Desdemona e Cassio.
Straordinaria l'ultima scena del film, in cui Jago-Totò e Otello-Ninetto Davoli vengono scaraventati
nel camion della spazzatura e quindi nella discarica. Sepolti dai rifiuti, intravedono sopra di loro il cielo
azzurro disseminato di nuvole bianche."Iiiiiih che sò quelle?" chiede Otello. "Sono le nuvole" risponde Jago. "E chè sò e nuvole?" "Quanto sò belle...quanto sò belle e nuvole"replica Otello.
A ravvivare questa edizione radiofonica: Pino Micol, Davide Garbolino, Elena Pau, Antonio Ballerio,
Riccardo Peroni, Massimo Loreto diretti magistralmente da Marco Parodi.
Ho trovato intrigante questa nota di regia che vi ricopio integralmente:

La vicenda avanza atto per atto sin quando il pubblico, ignaro del modello originale inglese, preso da un eccessiva immedesimazione, decide di salire sul palco giustiziando Jago e Otello, e salvando la candida Desdemona. La furia della gente non è però improvvisa, è solo nel finale che esplode, dopo aver introiettato l’inviolabile malvagità di Jago e l’intollerabile ingenuità del moro. Il neonato Otello, in quanto cosciente di sé, apprende una realtà differente da quella che conosce: Jago, la marionetta, gentile con lui come tutte le altre in teatro, si è adesso dimostrato perfido sulla scena, una temibile macchina di trame malefiche con fini ancora più esecrabili. Perché, si chiede il giovane Otello nel retroscena, anche io mi faccio così schifo, perché dobbiamo essere così diversi da come ci crediamo? Non sarà Jago a rispondere, non il personaggio scespiriano né la marionetta che vi sta dietro: è il poeta/ Jago, che sussurra una dolorosa e magica verità: “Eh…figlio mio. Noi siamo in un sogno dentro un sogno”.
Gli atti si susseguono somiglianti più ad uno spettacolo di pupi che ai classici elisabettiani, la trama si consuma fra i ghigni di Jago in confidenza con Roderigo e col pubblico, che lo sopporta sempre meno, annunciando ogni mossa: al momento propizio avvicinerà Otello. Ed è qui che rimane intatto il fulcro dell’opera di Shakespeare: il conflitto tra la razionalità filosofica di Jago, fatta di subordinate e conclusioni che si accodano a supposizioni in definitiva oneste e logiche, ma che partono da basi del tutto inventate e ipocrite, e l’istintività di Otello, il suo agire senza riflessione e l’incapacità di opporsi alle tremende teorie che Jago suggerisce: egli infatti bada bene a non farsi testimone del tradimento di Desdemona, ma si limita a suggerire e mettere insieme fatti che, nella mente di Otello, si palesano per certezza.

Ma la tragedia scespiriana non si sviluppa sino al termine, e non perché interpretata da clown, ma è il pubblico stesso che la censura. Incolto ma coinvolto più degli attori: forse solo Otello è sconvolto dal proprio ruolo, così come lo è il pubblico che non distingue fra realtà e finzione. Jago è vecchio e saggio e conosce il divario, ma è inerme di fronte ad un’imposizione che ha del divino.
Quando il vortice della fine travolge il microcosmo delle marionette, decapitando i ruoli di Jago e Otello, un Caronte melodioso trasporta le salme in una discarica abusiva en plain air. Qui è una seconda rinascita per Jago e un nuovo capitolo per Otello: il contatto con un mondo esterno misero e sporco che, secondo come lo si osserva, sprigiona un fascino ed una bellezza sconfinati. Otello non trattiene la gioia, scoppia a ridere e chiede: “Che so’ quelle?”; Jago, che ha una conoscenza superficiale delle cose, risponde “Quelle…sono le nuvole”. Otello non nasconde la sua curiosità e insiste “E che so’ ste nuvole?”. Anche Jago, a faccia su, sopra un tappeto di immondizia, è incantato: “Mah…”. L’universo in cui “dovemo esse così diversi da come se credemo è lontano, il palco in cui recitare parti già scritte – il ripetersi nella Storia – è scomparso, resta una sensibilità verso confini più fuggevoli e incomprensibili che non il quotidiano agire umano.
Per ascoltare:
http://www.mediafire.com/?5pwjxnmzybs